Maria Antonietta Flora
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Dalla sera del 10 novembre del 1984 non si è saputo più nulla di lei

DOPO 33 ANNI. L’avvenente maestra scomparsa nel nulla: «Uccisa da un killer»

L’appello della sorella di Maria Antonietta Flora: “Chi conosce la verità venga a dirmelo. Quello che mi racconterà rimarrà tra me e questa persona. Non succederà nulla”

«Chi conosce la verità su mia sorella me la deve venire a dire. Quello che mi racconterà rimarrà tra me e questa persona. Non succederà nulla». Sembrano le parole di Filomena Iemma, la mamma di Elisa Claps. Ma questa volta chi parla è Rossana, sorella di Maria Antonietta Flora, la giovane maestra di Lagonegro scomparsa nel nulla 33 anni fa. Rossana dice di non credere nella giustizia perché sono passati troppi anni senza che sia successo nulla. Ora Rossana spera si possa far luce anche su quello di sua sorella. Maria Antonietta Flora scompare la sera del 10 novembre del 1984. All’epoca aveva 27 anni e insegnava in una scuola materna di Lagonegro. Sposata con un dipendente dell’Enel e madre di due bambini piccoli, la donna esce di casa poco prima delle 19 con la sua vettura: un’Autobianchi A112 di colore blu. Da quel momento in poi se ne perdono le tracce.

La donna avrebbe detto che sarebbe andata a fare un’iniezione. Il giorno dopo l’automobile viene ritrovata in una piazzola di sosta dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli Sud e Nord di Lagonegro. Nell’automobile ci sono macchie di sangue, ma della donna nessuna traccia. Nonostante il cadavere non sia stato mai ritrovato, da subito la convinzione è che la maestra sia stata uccisa. I sospetti portano al fermo di un giovane commerciante di carni di Lagonegro che diventa il principale indagato perché si era invaghito della donna e avrebbe insistito per avere degli incontri amorosi con lei. Le indagini appurano che il ragazzo l’aveva incontrata proprio quella sera nei pressi dello svincolo di Lagonegro Sud dell’autostrada. A confermarlo anche un suo amico. Sulla base di questi indizi, il macellaio viene arrestato. Si ipotizza che la donna avrebbe respinto le sue avances e per questo sarebbe stata uccisa. Ma dopo due anni di carcere, l’imputato viene dichiarato innocente dalla corte d’Assise di Potenza. La sentenza viene confermata anche in secondo grado. In realtà si indagò anche su altri fronti che portavano ad un intreccio tra il passionale e interessi economici perché Maria Antonietta Flora avrebbe avuto una relazione con Domenico Di Lascio, noto imprenditore della zona, ucciso anche lui cinque anni dopo la scomparsa della maestra. Di Lascio stava per intestare alcuni beni a Maria Antonietta.

«Io non mi sono rassegnata – dice Rossana -. Sono convinta che all’epoca le indagini siano state fatte in maniera molto approssimativa. Sono delusa dalla legge e non mi rivolgerò mai più alla giustizia. Per questa ragione dico che se qualcuno ha visto o sentito qualcosa, debba venire da me a raccontarmi la verità perché se mia sorella è morta ha diritto ad una degna sepoltura». In Rossana oggi è presente la stessa rabbia di 33 anni fa, se non di più, anche perché del caso di sua sorella si è parlato poco rispetto ad altri misteri. «In 33 anni non si è mai trattato il caso e questo non è certo dipeso solo dal volere di noi familiari. Potete capire il nostro trauma. Se ne dicevano tante di cose cattive su di lei, ma di buono mai niente».

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