Era stata sgomberata nel 2012

Domani sarà espropriata la baita della Val Clarea simbolo del movimento No Tav

Tra quanti hanno "visitato" la struttura, in questi anni, c'è anche Beppe Grillo. La pasionaria Dosio: "La lobby dell'alta velocità ha decretato che dovrà morire"

La baita della Val Clarea simbolo del movimento No Tav (foto: www.notav.info).

La baita della Valle Clarea, simbolo del movimento No Tav della Valle di Susa, sarà espropriata formalmente domani, lunedì 3 agosto. L’area in cui sorge la struttura (per la costruzione era stato contestato anche l’abuso edilizio), comperata collettivamente come presidio per gli attivisti (tra quanti l’hanno “visitata”, in questi anni, figura anche Beppe Grillo), fu sgomberata nel 2012, dopo un intervento delle forze dell’ordine.

PERIMETRO DEL CANTIERE ALLARGATO
Inizialmente fu fatto un esproprio temporaneo di cinque anni. Nel frattempo, però, il perimetro del cantiere della Tav si è allargato, fino ad inglobare i terreni su cui fu edificata la baita della Val Clarea. Di conseguenza, l’atto che entrerà in vigore domani verrà a formalizzare una situazione che, nei fatti, si era già “stabilizzata” dal momento che è da tempo che i No Tav non hanno più accesso alla struttura.

IL COMMENTO DELLA PASIONARIA
Ciò non toglie, tuttavia, che l’esproprio abbia suscitato forti malumori tra gli attivisti. “Dopo averla tenuta prigioniera per più di otto anni – ha scritto, infatti, la pasionaria Nicoletta Dosio, storica esponente dei No Tav, ora agli arresti domiciliari – la lobby del Tav ha decretato che dovrà morire. Ma i ricordi sono troppi perché quel giorno possa passare nella rassegnazione”.

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