VILLAREGGIA

Il dolore per i due cantonieri: «Erano vicini alla pensione»

I sindacati hanno avviato una sottoscrizione per le famiglie

Villareggia. Mancava poco all’agognato traguardo della pensione dopo una vita dedicata al lavoro. Avevano 62 e 59 anni Giuseppe Butera e Giuseppe Russo, i due cantonieri in servizio per la Città metropolitana rimasti uccisi giovedì, investiti da una macchina, mentre lavoravano lungo la provinciale 595 che collega Villareggia a Mazzè.

Una fatalità, sicuramente una tragedia, che ha acceso ancora una volta i riflettori sul tema delle morti bianche e sulle difficili condizioni di lavoro cui sono sottoposti quotidianamente gli operai addetti alla viabilità dell’ex Provincia di Torino. «Vite spezzate in un attimo, ma la cosa che più fa male è che avevano anni e anni di contributi versati alle spalle. Tutti e due avevano quasi i requisiti per andare in pensione, gli mancava davvero poco» commenta distrutto Mimmo La Cava, segretario generale della Fp-Cgi di Torino. Eppure, il sogno di un meritato riposo si è scontrato contro le lamiere di quella maledetta auto.

Anche per colpa di quello che il sindacalista Cgil definisce «un lavoro rischioso su un territorio, quello delle strade della Città metropolitana, pieno di insidie. Parliamo di 3.500 chilometri dove si parte dalla pianura e si arriva alla montagna e questo crea non pochi problemi organizzativi che in parte derivano dai tagli che nel corso degli anni hanno coinvolto questo ente, dalla “legge Delrio” all’ultima finanziaria».

Proprio per questo i sindacati, in maniera unitaria, oltre a una sottoscrizione per aiutare le famiglie delle vittime, hanno chiesto che il prossimo consiglio metropolitano sia aperto ai dipendenti. Un modo per esprimere il dolore per questa tragedia, certo, «ma anche per dare un segnale rispetto al tema della sicurezza dei lavoratori e in modo che d’ora in poi si affronti la questione in maniera diversa».

Anche Diego Truffa, segretario generale della Cisl-Fp di Torino a fatica riesce a parlare «di questa tragedia immane». «Passo lungo quel tratto di strada ogni giorno, quello che è accaduto è spaventoso. Soprattutto se si pensa quanto i colleghi fossero vicini alla pensione. Siamo tutti stravolti e che questo strazio permetta di ragionare in maniera diversa rispetto alle difficili condizioni dei lavoratori, tutti, della Città metropolitana».

«In questo momento – ha aggiunto Claudio Faidiga della Uil-Fpl – non serve strumentalizzare la morte però è innegabile che la morte dei due cantonieri è avvenuta in momento pieno di difficoltà organizzative per l’ex Provincia, soprattutto per quanto riguarda la viabilità. Le restrizioni imposte da una serie di leggi hanno lasciato serie problematiche organizzative e economiche mentre la richiesta di servizi è rimasta la stessa, ovviamente a discapito della sicurezza dei lavoratori».

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