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Economia
Le società estere fanno shopping sotto la Mole

Dollari Usa e sterline: così i fondi stranieri si comprano Torino

In via Roma il palazzo di Profondo Rosso è in mani inglesi. La Galleria Subalpina venduta agli americani di Blackstone

Dollari e sterline, a pioggia, per comprarsi i migliori palazzi del centro di Torino. Passa lo straniero, sotto la Mole, almeno per quanto riguarda il mattone, visto che negli ultimi due anni molti pezzi pregiati del mercato immobiliare sabaudo sono passati in mano a fondi e società estere.

VIA ROMA E PIAZZA CLN
Uno di questi, nella centralissima via Roma, è Palazzo Gran Torino, edificio novecentesco a firma di Marcello Piacentini. Una delle location dove il maestro del brivido Dario Argento ha girato, nel 1975, Profondo Rosso, il film horror più famoso della storia del cinema italiano. A non avere “paura” della location è stato il fondo londinese Zetland Capital, che ha scucito 100 milioni di euro in un pacchetto che comprende anche il centro congressi della Regione di corso Stati Uniti. Entrambi gli immobili erano di Assicurazioni Generali. A fare da anello di congiunzione, la Crea.Re di Andrea Tessitore, imprenditore ed ex numero uno della società di Lapo Elkann, Italia Independent. In via Roma, i lavori partiranno questa primavera, affidati all’architetto torinese Fabio Fantolino, il quale darà a Palazzo Gran Torino un tocco green per renderlo più attrattivo. Più verde, quindi, niente a che vedere con l’attuale grigio freddo che aveva fatto innamorare Dario Argento e lo aveva convinto a girare lì alcune scene del cult Profondo Rosso. Ma in via Roma arrivano anche i tedeschi, che hanno comprato un altro palazzo all’angolo con piazza Cln. In questo caso, l’acquirente è Patrizia Ag, che ha rilevato un immobile ad uso uffici di proprietà del Fondo Mascagni e gestito da Generali Real Estate.

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Palazzo Gran Torino non è l’unico maxi-investimento operato da Zetland Capital sotto la Mole, perché il fondo inglese si è comprato anche l’edificio di corso Stati Uniti 21, dove c’erano il centro congressi e numerosi uffici della Regione Piemonte. In questo caso, però, l’immobile attuale, eretto negli anni ‘70, verrà completamente demolito e al suo posto sorgerà una nuova costruzione residenziale chiamata “Palazzo Contemporaneo”. Anche in questo caso, la progettazione sarà affidata allo studio Fantolino. Previste residenze di lusso green.

GALLERIA SUBALPINA
Finita qui? Assolutamente no, perché lo shopping milionario degli stranieri a Torino comprende anche la Galleria Subalpina, venduta agli americani. L’edificio, che si trova tra piazza Castello e piazza Carlo Alberto, è uno dei migliori esempi di stile neo-rinascimentale ed è datato 1873. Ora è passata agli americani di Blackstone. Sì, proprio il fondo che ha fatto causa al presidente del Toro, Urbano Cairo, chiedendogli 600 milioni di dollari per la mancata cessione del palazzo di via Solferino, si è comprato la Subalpina dai vecchi proprietari, la Reale Compagnia Italiana. Anche la galleria era entrata nell’elenco delle location dei film di Dario Argento, che vi ha girato Quattro mosche di velluto grigio. Da ricordare, sempre nella Subalpina, le riprese di Un colpo all’italiana di Peter Collinson. Ora Blackstone vi pianterà la bandiera a stelle e strisce, mentre la Union Jack sventolerà sui palazzi storici di via Roma. Esempi di una Torino che finisce sempre di più in mano agli stranieri, gli unici ormai in grado di “scucire il grano” per comprarsi i nostri palazzi.

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