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Doddore in scienze politiche

Salvatore “Doddore” Meloni era un indipendentista sardo di 74 anni. Era, perché ieri è morto in carcere, dopo 68 giorni di sciopero della fame. Personaggio a suo modo pittoresco, con due baffoni a manubrio, attivista convinto da sempre, l’estate scorsa con una ventina di “compagni di lotta” aveva occupato l’isola deserta di Malu Ventu (sulle mappe Mal di Ventre) al largo di Oristano, proclamandola Repubblica autonoma in base al principio di autodeterminazione dei popoli sancito dall’Onu.
L’Italia aveva “riconquistato” l’isoletta mobilitando Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Corpo Forestale della Regione e Vigili Urbani di Cabras, neanche dovesse snidare un commando dell’Isis. Comunque, pace all’anima sua. Non sto a sindacare, qui, l’ideale indipendentista. Lo considero semplicemente inutile. Se ottenessimo, per dire, l’indipendenza del Piemonte, salterebbero fuori prima o poi gli indipendentisti torinesi che a loro volta, ottenuta l’autonomia, si dovrebbero confrontare con quelli della fascia collinare, e questi ultimi con gli irriducibili di Cavoretto, a loro volta contestati dagli autonomi di Piazza Freguglia, fino a finire nelle lotte di condominio fra inquilini della repubblica dei piani bassi e quella dei piani alti.

Però saluto con rispetto Doddore. Si fa in fretta, nella disperazione o nella volontà d’eroismo di un attimo, a darsi fuoco o saltare da un ponte. Ma per fare lo sciopero della fame fino in fondo ci vogliono due palle così. Sarà stato un uomo singolare, Meloni, ma ha dimostrato di essere soprattutto un uomo. Sit tibi terra sarda laevis, Doddore.

collino@cronacaqui.it

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