Covid in Piemonte (foto: depositphotos)
Il Borghese

Diteci come mai il tracciamento è fuori controllo

Siccome non riusciamo a capire che cosa stia realmente accadendo in questo balletto infame del virus cinese, abbiamo deciso di chiederlo a chi dovrebbe sapere. In linea gerarchica all’assessore alla sanità, Luigi Icardi e ai direttori generali delle Asl. Cinque domandine per chiarire – ammesso che sia possibile – questo pasticcio dei tracciamenti che raccontavamo ieri. In pratica giovedì in una commissione in Regione è venuto fuori che le aziende sanitarie non sono in grado di tracciare i nuovi positivi oltre una certa soglia. Seicento persone a Torino, appena 100 nell’enorme territorio dell’Asl To 5. Una follia per noi che non siamo del mestiere ma che da marzo dell’anno scorso ci sentiamo ripetere che il contact tracing è la vera offensiva per sconfiggere questo mostro invisibile. Vale a dire. in parole semplici, prendere contatto con i positivi, verificare con chi sono stati nelle ultime ore, chiamare costoro e invitarli a fare un tampone. Una sorta di catena di sant’Antonio indispensabile per circoscrivere i contagi. A leggere i bollettini della Regione che fotografano ogni giorno la situazione in Piemonte, quei numeri ci sono parsi non solo insufficienti, ridicoli. Verrebbe da dire vergognosi se diamo il giusto valore agli investimenti milionari e alle conseguenze che questo tracciamento ha, non solo per la salute, ma anche per l’economia, con serrande abbassate e tavolini vuoti. La situazione appare sempre più grave, la terza ondata possibile, come dimostrano le nuove restrizioni. Il compito di noi cronisti è quello di fare domande, alle autorità chiediamo risposte a questi interrogativi in nome della salute dei cittadini.

fossati@cronacaqui.it

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