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CROCETTA Negozi chiusi in piazzale Costantino il Grande: «Bisogna cambiare la viabilità»

Distesa di serrande abbassate: «Siamo rimasti soltanto in 2»

Le limitazioni alla circolazione hanno desertificato l’area, provocando la fine di tante attività

Serrande abbassate, scarso via vai e pochissime speranze di ripresa, in un angolo di città che pare dimenticato da Dio. Si fa davvero fatica a credere che piazzale Costantino il Grande, un triangolo al confine fra i quartieri Crocetta e Santa Rita, fosse un tempo zona fiorente di persone e attività commerciali. Purtroppo negli anni le cose sono cambiate e oggi sopravvivono solamente due parrucchiere. Una è Daria, che lavora qui dal 2006 e che a un certo punto ha anche pensato di fare fagotto.

«Alla fine, dopo che la proprietaria mi ha abbassato l’affitto, ho deciso di rimanere. Ma andare avanti in queste condizioni non è facile». A fianco del suo negozio c’è un bar, prima gestito da italiani e poi da cinesi, chiuso dall’anno scorso. «Fin quando è rimasto aperto il lavoro andava meglio – spiega Daria – perché all’ora di pranzo c’era un po’ di vita e parecchia gente che si fermava a mangiare un boccone al bar passava poi da me a farsi tagliare i capelli, per poi tornare al lavoro. Ora che è chiuso è peggio. Riesco a far quadrare i conti grazie ai miei vecchi ed affezionati clienti, che per fortuna non mi hanno abbandonato, ma è difficile trovarne di nuovi se qui non passa mai nessuno. Alla sera poi, quando chiudo, ho un po’ paura ad uscire».

In effetti il piazzale è scarsamente animato, forse anche a causa di alcune modifiche alla viabilità fatte in passato dal Comune, che oggi rendono più difficoltoso il passaggio dei veicoli. Appena girato l’angolo c’è invece Rita, parrucchiera storica della zona in un negozio aperto nel 1961 dai suoi genitori.

«Ricordo molto bene com’era questo piazzale – racconta – e vederlo così oggi è un vero peccato. Avevamo tutto: c’era il fruttivendolo, il negozio di giocattoli, il macellaio, il tabaccaio, la panetteria, la libreria e il tappezziere. E passava anche l’autobus». Nulla di tutto ciò è rimasto oggi, ad eccezione delle uniche due attività superstiti, mentre alcuni speranzosi “affittasi” compaiono qua e là su negozi chiusi da troppo tempo.

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