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EDITORIALE DEL GIORNO

Dio ti vede, Google ti fotografa

Google Maps è quell’applicazione che fotografa il pianeta dall’alto tramite un satellite. Ingrandendo la foto si vede sul computer o sul cellulare la terra in modo progressivamente più dettagliato, come la vedrebbe un ipotetico paracadutista che scendesse da 200mila metri (dico ipotetico perché nessun paracadutista potrebbe scendere da quelle altezze: fuori dall’atmosfera il paracadute non funziona). Si arriva, col massimo ingrandimento, a vedere tetti, balconi e marciapiedi, persino a riconoscere le marche delle auto. Questo è stata la rovina dell’edilizia abusiva, anche minore: è ormai impossibile montare anche solo un gazebo su un terrazzo senza che Google Maps lo segnali. Ma è ancora più bella la sua variante terrestre, la street view (visione dal piano stradale). Hanno ripreso tutto il mondo girandolo con furgoni che portavano sul tetto delle telecamere messe a cerchio. Si vede tutto, persone, facce, auto, bici, persino il numero civico delle case. Si può vagare per Pechino standosene a letto. Fantastico? Non per Gioacchino Gammino, boss della mafia trapanese. Era latitante da 20 anni in Spagna, dove faceva l’oste sotto falso nome. Non telefonava a casa da 10 anni per non essere rintracciato. Poi è passata la macchina di Street View e l’ha fotografato sul marciapiede davanti alla sua piòla. Qualcuno della Digos lo ha riconosciuto, e lo hanno arrestato. E questo è solo un caso clamoroso, da giornali. Ma pensate a quanti sposi e amanti hanno scoperto di avere le corna riconoscendo l’auto del partner posteggiata dove non avrebbe dovuto. Pensate a quanti veicoli rubati sono stati ritrovati. E’ il famoso occhio del grande fratello. Orwell, nell’altra dimensione, se la ride.
collino@cronacaqui.it

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