Sergio Marchionne
Cronaca

DIESELGATE. Accuse a FCA negli Usa: “Violate norme di emissioni”. Marchionne non ci sta

L’azienda rischia sanzioni fino a 4,63 miliardi di dollari. Ma l’ad esclude similitudini con la Volkswagen: “Nessun software illegale, qui nessuno è stupido”

Dagli Usa arriva una pesante accusa a FCA: le norme di emissioni, su circa 104mila veicoli e in particolare Grand Cherokee e Dodge Ram, sarebbero state violate. L’accusa dell’Agenzia per la protezione ambientale americana potrebbe costare sanzioni fino a 4,63 miliardi di dollari.

Le autorità indagano per verificare se il software montato sulle vetture da FCA sia stato truccato e consenta emissioni diesel più alte degli standard. Intanto si è registrato un clamoroso tonfo del titolo in Borsa (perso il 16%).

LA REAZIONE. L’amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne non ci sta ed esclude similitudini con la Volkswagen: “Dialoghiamo con l’Epa da un anno, spiacevole che abbiano deciso di affrontare il caso pubblicamente”. E ancora: “Nessun software illegale, nessuno è così stupido in questo gruppo”. La società dichiara di ritenere che i suoi sistemi di controllo rispettino la normativa Usa e si dice pronta a collaborare.

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