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OMBRE SULLA MORTE

«Diego è stato ucciso con cocktail di farmaci». Ed è caccia al “tesoro”

Il campione più grande e più amato è stato portato alla morte. «Lo hanno ammazzato» urla ai giornalisti argentini e internazionali Gabriel Bruno, ex segretario di Maradona. Punta il dito contro quel “cerchio magico” di sessanta persone che viveva alle sue spalle, in pratica. E intanto, dopo i risultati dell’autopsia, gli inquirenti argentini sono pronti a trasformare l’ipotesi di accusa da omicidio colposo all’equivalente del nostro omicidio con dolo eventuale. Il cuore a pezzi del Pibe, ingrossato da una cardiomiopatia dilatativa, è stato fermato da un cocktail di farmaci.

Diego Maradona viveva, in quella casa di Tigre, praticamente confinato in una stanza con un materasso, un televisore, la playstation, il karaoke e un gabinetto chimico, neppure un vero bagno. Non l’ambiente dove potesse vivere ed essere seguita una persona gravemente cardiopatica, per di più reduce da un recente intervento chirurgico al cervello e da dimissioni troppo frettolose dalla clinica.

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