Liberi
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Di norma si sbaglia

La legge deve essere giusta, per sua natura. Una legge ingiusta non può essere una legge, no di certo se ci attenessimo a tradizioni evangeliche, per cui la legge è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge. Quindi, anche se firmato o controfirmato dal presidente della Repubblica garante della Costituzione, non è che un atto ingiusto diventi giusto, per esempio. Non di meno, violarlo non risolve il problema. La giustizia, intesa come quella amministrata dagli uomini, deve quindi essere giusta, o almeno conforme, se non proprio equa: perché la regola non può sbagliare, gli uomini che le applicano sì. Dunque, un uomo condannato per violenza sessuale torna libero, nel momento in cui si apprende che di quella condanna non era a conoscenza. Non esiste al mondo che un sistema processi e addirittura condanni una persona a sua insaputa, anche se capita più spesso di quanto si creda. E la legge deve essere giusta, anche nel momento in cui ha sbagliato, anzi soprattutto in quel momento. Ma tutto ricade tra le storture di un grande apparato che, nella celebrazione della sua liturgia, si aggrappa alla burocrazia, alle procedure, dimenticando di operare con vite umane. E la politica, che delle sacre scritture concepisce legge semplicemente “occhio per occhio, dente per dente” – ragazzi, guardate che c’è stata una riforma, un paio di millenni fa… – vede nei sistemi per rendere più equo o snello il sistema solo metodi per salvare i criminali. Ché la prescrizione, a dispetto di quello che pensano in certe nobili aule, è un sacrosanto diritto di un indagato. E che della giustizia, sì sempre quella degli uomini, di solito deve preoccuparsi più l’innocente del criminale o di chi ha abbastanza mezzi economici per blandirla o addomesticarla.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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