L’impianto di Barricalla a Collegno
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LO STUDIO

«Depredati dalle ecomafie»: è un business da 20 miliardi

Presentato nella sede di Barricalla l’ultimo rapporto redatto da Legambiente

Nel 2019 il Piemonte si è classificato all’undicesimo posto per reati ambientali, 1.307 quelli scoperti, con 1.108 denunce e 116 sequestri, al sesto posto per illegalità nel ciclo di rifiuti, con 680 reati, contro i 402 scoperti nel 2018, e 109 sequestri, e al quinto posto per incendi.

LA PANDEMIA
Sono i dati del rapporto Ecomafie 2020 di Legambiente illustrati dal presidente di Piemonte e Valle d’Aosta, Giorgio Prino, in un incontro promosso insieme a Barricalla. «La pandemia – ha sottolineato Prino – si è dimostrata un fattore accelerante degli elementi criminogeni». Le regioni in cui sono sono stati commessi più illeciti sono: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. La provincia con il più alto numero di illeciti è Napoli, seguita da Roma, Bari, Palermo e Avellino. Da segnalare, inoltre, che la Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia cautelare, registra più arresti per reati ambientali di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia messe insieme, che si fermano a 86.

AFFARI MILIARDARI
Al primo posto della graduatoria degli ecoreati ci sono gli illeciti nel ciclo del cemento (11.484) con una crescita del 74,6%. Questo boom di illeciti ha persino superato quelli relativi al ciclo dei rifiuti che ammontano a 9.527 (un aumento del 10,9% rispetto al 2018). Da segnalare anche l’aumento dei reati contro la fauna (8.008 con un aumento del 10,9% rispetto al 2018) e quelli relativi agli incendi boschivi (3.916 illeciti, +92,5% rispetto al 2018). Il business complessivo dell’ecomafia raggiunge cifre da capogiro: 19,9 miliardi di euro solo per il 2019.

BARRICALLA
In questo scenario si inserisce il lavoro di Barricalla, il più grande impianto di smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi nato 33 anni fa, ha ricordato il presidente del Comitato Esecutivo Alessandro Battaglino, «proprio per recuperare una cava dismessa utilizzata in modo illegale. Finora abbiamo smaltito 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e oggi approviamo il bilancio 2020 con risultati buoni. Quello che serve per tagliare le ali a chi vuole smaltire rifiuti illegalmente è un adeguamento impiantistico». Presente all’incontro anche il presidente di Barricalla, l’avvocato Mauro Anetrini che ha sottolineato: «Il sistema di controllo che abbiamo esclude chi ha la tentazione di non agire legalmente. Noi siamo a fianco di Legambiente e vorremmo che le leggi fossero non solo più rigorose, ma che incentivassero attività come la nostra per il recupero dell’ambiente, la protezione della salute e un futuro migliore».

LE COMPENSAZIONI
Barricalla in questi anni ha versato ai territori circa 11 milioni come compensazione per eventuali disagi ambientali prodotti dalla struttura, sulla quale, è in funzione un impianto fotovoltaico, che presto sarà raddoppiato e che produce circa un megawatt di corrente, in grado di soddisfare il bisogno di 2 mila persone l’anno, con un risparmio di 700 tonnellate di anidride carbonica. «L’interesse della criminalità organizzata nel settore dei rifiuti è sempre più pressante – ha osservato Alessandra Dolci, procuratore delegato alla Dda – anche perché la sanzione non è adeguata». Un quadro che non va meglio nel settore alimentare che, ha evidenziato Carlo Pellicano, sostituto procuratore generale di Torino, «ha una normativa farraginosa e antichissima, pene irrisorie e un processo penale lentissimo».

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