Processo a Caterina Abbattista
Cronaca
IL PROCESSO

DELITTO ROSBOCH. La Procura chiede rogatoria internazionale agli Stati Uniti per recuperare i messaggi social tra Gabriele e la madre

Caterina Abbattista è accusata di omicidio volontario in concorso e di truffa in concorso, ma si è sempre dichiarata estranea all’omicidio dell’insegnante di Castellamonte. Si punta a ottenere la perquisizione degli archivi di Facebook e Gmail

Questa mattina, a Ivrea, ha preso il via il processo nei confronti di Caterina Abbattista, mamma di Gabriele Defilippi, condannato a settembre a 30 anni di carcere con rito abbreviato per l’assassinio di Gloria Rosboch.

Abbattista, difesa dagli avvocati Tommaso Levi e Gianpaolo Zancan, è accusata di omicidio volontario in concorso e di truffa in concorso, ma si è sempre dichiarata estranea all’omicidio dell’insegnante di Castellamonte.

Chiamati in aula circa cinquanta testimoni. I genitori di Gloria, scomparsa il 13 gennaio 2016 da Castellamonte e ritrovata morta, un mese dopo, nella cisterna di una discarica abbandonata del Torinese, si sono costituiti parte civile.

LA RICHIESTA DELLA PROCURA.

La Procura di Ivrea ha chiesto la rogatoria internazionale agli Stati Uniti per esaminare una serie di messaggi telematici comparsi sui social network e inviati tramite posta elettronica.

Si tratta di messaggi tra Gabriele Defilippi e Caterina Abbattista che sono stati distrutti. Al fine di recuperarli, è stata chiesta la perquisizione degli archivi di Facebook e Gmail. Si attende la risposta dei giudici della California: è lì che i due colossi del web hanno sede.

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