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IL CASO L’allarme dei commercianti tra via San Quintino e via Arsenale sull’allungamento di orario

Degrado, spaccio e pochi negozi: «Qua la Ztl rischia di ucciderci»

Gli esercenti protestano: «Non si tiene conto delle differenze con altre aree del centro storico»

Un intero quartiere contro la Ztl: «Noi non siamo come il centro città». La levata di scudi arriva da una quindicina di commercianti che lavorano tra via Melchiorre Gioia, via San Quintino, via Volta e via Arsenale, lì in quella zona a ovest di via Roma così diversa dalla sorella dell’altra “riva”.

Qui è un cimitero di serrande abbassate, negozi che aprono e chiudono, degrado e adesso anche droga: «L’altro giorno – racconta Daniela Volo, del negozio di fiori “Piantala” – una signora è entrata da me spaventata perché aveva visto due ragazzi bucarsi in pieno giorno».  Difficile quindi accettare le stesse condizioni delle zone “patinate” del centro storico.

«Le strade di questa parte del quartiere – ha spiegato Lia Biondino, titolare della Corsetteria – non hanno più uffici o sedi di grande aziende, non ci sono monumenti, parcheggi sotterranei e turisti».

«La Ztl è stata ampliata – ha aggiunto l’architetto Pietro Occhetto – quando il tessuto della città era diverso da quello di oggi. L’attuale dimensione della zona a traffico limitato, oltre all’alto costo per il parcheggio nelle strisce blu, non tiene conto delle differenze tra noi e aree come il Quadrilatero, piazza Vittorio e il lato est di via Roma».

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