Foto di repertorio (Depositphotos)
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“Il ristoro previsto è irrisorio e assolutamente inadeguato”

Decreto Natale, Confesercenti: “Con le nuove restrizioni il Piemonte perderà 700 milioni”

“Il solo divieto del pranzo di Natale e del cenone di Capodanno comporta per i ristoratori un mancato introito di circa 60 milioni”

Le nuove restrizioni in Piemonte comporteranno per le imprese del commercio un’ulteriore perdita di circa 700 milioni. Sono le stime di Confesercenti, dopo il Decreto Natale illustrato, ieri sera, dal premier Giuseppe Conte. “Il solo divieto del pranzo di Natale e del cenone di Capodanno comporta per i ristoratori un mancato introito di circa 60 milioni. Tutto ciò si inserisce in un contesto di generale contrazione dei consumi natalizi quantificabile in circa il 20% rispetto al 2019” spiega Confesercenti in una nota.

Il ristoro previsto è irrisorio e assolutamente inadeguato: le risorse stanziate per tutta l’Italia servirebbero a malapena per il solo Piemonte. E sottolineiamo pure il rischio chiusura per tante aziende con gravi ripercussioni per l’occupazione – dichiara il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri -. C’è poi da considerare la tenuta psicologica di tanti operatori. Dopo quasi un anno di emergenza Covid, in tantissimi di loro, sempre più esasperati, tende ormai a prevalere un sentimento di sfiducia. Dobbiamo per l’ennesima volta tirare giù le serrande, senza sapere quando davvero le potremo rialzare e potendo contare su ristori esigui e non proporzionati per dicembre, tradizionalmente il mese con gli incassi maggiori. Ma dal 7 gennaio i problemi non saranno certo risolti e non si sa quando potrà finire questo estenuante ‘stop and go’ Di sicuro i sacrifici richiesti al nostro mondo stanno diventando ardui da superare non solo economicamente, ma anche psicologicamente. Siamo abituati a tirarci su le maniche e a venire fuori dai guai da soli. Lo abbiamo sempre fatto. Questa volta è terribilmente più difficile: le imprese sono sole e la politica pensa di cavarsela con qualche ridicola mancetta. Tutto ciò non è più accettabile: o si interviene subito, o la devastazione sociale e psicologica provocata da questa inerzia rischia di avere conseguenze gravissime”.

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