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Cronaca
MALTEMPO

Danni milionari per la grandine. E in montagna è di nuovo inverno

Temperature crollate fino a 20 gradi sottozero, annullata la prima giornata dell’Uovo d’Oro al Sestriere

Temperature crollate fino a 20 gradi sottozero in montagna, abbondanti nevicate sulle piste da sci e danni alle coltivazioni per la grandine in pianura. Ma chi ama il caldo può stare tranquillo: entro un paio di giorni la primavera dovrebbe tornare a farsi vedere. La prima ondata di maltempo dopo 111 giorni di siccità era attesa da tutti con ansia ma, come spesso accade, si è passati da un eccesso all’altro. Soprattutto nella zona tra Poirino, Chieri e Carmagnola, colpita da una violenta grandinata che ha causato danni ingenti alle coltivazioni, a cominciare da quelle degli asparagi, e alle piante da frutto che si trovano in piena fioritura, anche grazie proprio all’inverno secco e caldo. «Dopo mesi di siccità, la grandine – sottolinea la Coldiretti – è l’evento più pericoloso nelle campagne per i danni irreversibili che provoca nei campi. In Piemonte le grandinate con chicchi grandi come noci hanno colpito in più aree della regione». «Nelle campagne il caldo anomalo – continua l’associazione – ha provocato il “risveglio” anticipato della natura con ciliegi, albicocchi, pesche in piena fioritura e quindi particolarmente sensibili all’arrivo del freddo, del vento e della grandine che fa cadere i fiori compromettendo i prossimi raccolti di frutta». Dalla prima ricognizione fatta dalla Coldiretti regionale risultano colpite, oltre al Poirinese, le zone di Trecate, nel Novarese, la Val Cerrina, nell’Alessandrino. In provincia di Cuneo danni dal Braidese al Fossanese, dal Saviglianese al Saluzzese, colpiti i frutteti in fiore i campi seminati a cereali e i prati destinati alla produzione di foraggio. «I nostri tecnici sono al lavoro – dicono il presidente della Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo e il delegato confederale Bruno Rivarossa – in tutti i territori provinciali per la stima dei danni nelle aziende agricole». Ma se il maltempo in pianura fa disperare gli agricoltori, in montagna invece c’è chi esulta. La neve infatti si è fatta vedere anche a quote collinari ma in alta montagna è stata particolarmente abbondante e ha reso il paesaggio più invernale ora che a gennaio, quando una inversione termica da record aveva sciolto buona parte della neve caduta a dicembre. Da un eccesso all’altro: al Sestriere la perturbazione infatti ha costretto gli organizzatori dell’Uovo d’Oro – tradizionale gara giovanile – a cancellare la prima delle due giornate di gare in programma per consentire agli addetti di risistemare piste e tracciati. Peccato che la precipitazione sia arrivata quasi fuori tempo massimo, con parte degli impianti già chiusi, ma c’è da scommettere che oggi Vialattea e Bardonecchia saranno prese d’assalto dagli appassionati ansiosi di un’ultima sciata prima di riporre gli attrezzi nello sgabuzzino. Ad attenderli, troveranno temperature molto basse. Venerdì notte la colonnina è scesa a -24,9 sul Monte Rosa, -19 a Ceresole Reale nel parco del Gran Paradiso, -18,2 a Bardonecchia. E pure a Torino (4 gradi) si sono battuti i denti. Le previsioni di Arpa Piemonte per oggi sono ancora di precipitazioni deboli sparse al pomeriggio, in particolare a sud del Po e sulla fascia pedemontana alpina. Il sole invece dovrebbe tornare a fare capolino solo da domani pomeriggio.

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