Rustioni
Spettacolo
L’INTERVISTA

Daniele Rustioni e Beethoven. «E con papà suono i Beatles»

Il giovane direttore d’orchestra, classe 1983, da domani sul podio del Regio

Beethoven, Daniele Rustioni. Il mostro sacro della musica classica, la bacchetta di uno dei più promettenti direttori d’orchestra italiani. Capello biondo, aspetto delizioso, modi gentili, Rustioni è uno di quelli che, con le sue capacità e un’eleganza innata sul podio, è riuscito a farsi notare da pubblico e critica. Tant’è che il suo debutto avvenne proprio a Torino nel 2007, fortemente voluto da Gianandrea Noseda. E dal 18 febbraio suonerà ancora per il Teatro Regio (biglietti in vendita a 5 euro) impegnato nella direzione del concerto, in streaming, diviso in: “Le creature di Prometeo”, ouverture in re maggiore op. 43a; “Calma di mare e viaggio felice”, cantata in re maggiore per coro e orchestra op. 112; e soprattutto, Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”.

E per lei sarà come un ritorno a casa…
«Sì, il Regio mi ha tenuto a battesimo – racconta Rustioni – Era il 2007 eravamo all’aperto con in programma tre sinfonie di Mozart ed è stato complicatissimo, ero molto emozionato. Ma tutto andò bene, infatti, mi affidarono anche la Bohéme, da lì ho poi diretto altri sette titoli iniziando un bel percorso. Sarò molto felice se in futuro potrò restituire qualcosa al Regio»

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