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Politica
IL BALLOTTAGGIO Torinesi al voto, fa paura l’astensione

Damilano e Lo Russo oggi al match finale: viaggio nei quartieri

Il centrodestra deve recuperare i voti degli astenuti in Barriera di Milano e Lingotto. I dem giocano in difesa

È l’ora del match finale per Paolo Damilano, candidato sindaco per il centrodestra e Stefano Lo Russo in corsa per il centrosinistra. Oggi e domani i torinesi sono nuovamente chiamati a votare per scegliere chi, tra i due, sarà il prossimo sindaco di Torino. La paura è che in tanti disertino le urne, come è successo al primo turno quando l’affluenza si è fermata al 48%. Il problema dell’astensione è emerso con particolare violenza in alcuni quartieri periferici della città, che oggi si rivelano decisivi per il risultato finale.

Periferie

È tutto nelle mani delle periferie. Per tornare in partita, il centrodestra deve recuperare i voti degli astenuti di Barriera di Milano e del Lingotto. La Circoscrizione Sei, in particolare, è quella dove si è registrato il più alto tasso di astensione. Solo in 31.319 su 73.032 sono andati a votare. Vale a dire appena il 42,88%. «Nell’area di Torino Nord la partecipazione al voto è stata di molto inferiore rispetto al dato medio della città – ricorda il direttore di YouTrend Lorenzo Pregliasco -. Ed enormemente inferiore rispetto a quello del 2016». All’epoca queste aree votarono in gran parte per il M5s di Chiara Appendino e, nel 2019, si riversarono nel bacino della Lega. «Alle ultime comunali Torino Nord ebbe una affluenza più alta di Torino centro – aggiunge Pregliasco -. Stavolta la primo turno è stata sensibilmente inferiori».

Qui sta un elemento che potrebbe giocare a favore di Lo Russo al ballottaggio. Se il centrodestra non riuscirà a portare al voto più persone in queste aree, difficilmente potrà recuperare lo svantaggio del primo turno. Da mantenere poi i voti dei quartieri Crocetta e Borgo Po, dove l’astensione e più bassa e Damilano ha portato a casa un buon risultato: 41,7% nel primo e 37,5% nel secondo. Lo Russo parte in vantaggio, ma anche per lui è fondamentale mantenere il risultato in alcuni quartieri chiave della città. In particolare, in Vanchiglia, dove al primo turno ha raccolto il 46,8% di preferenze, a San Salvario e nel quartiere Nizza Millefonti (46,4%), e in zona Cenisia (46,1%). Uno scoglio per il candidato dei dem potrebbe essere rappresentato anche dai voti di preferenza.

«Hanno avuto un impatto maggiore sulla sua performance rispetto a Damilano» analizza ancora Pregliasco. Nel dettaglio, si tratta di 59mila voti per le liste di Lo Russo, contro i 34mila dell’avversario. « L’esperienza insegna che non è facile che questi elettori, che hanno votato un candidato specifico al consiglio comunale al primo turno, votino al secondo turno. Viene meno il traino – sottolinea il direttore di YouTrens . In un certo senso, il voto personale ha pesato di più e potrebbe essere un elemento di rischio per il centrosinistra»

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