Paolo Damilano
Politica
Fino a settembre stop ai dibattiti pubblici

Damilano è in campo e parte da un mercato: «Prima cosa, il lavoro»

L’imprenditore in gara per il centrodestra pensa di formare una seconda lista civica. «C’è sovrabbondanza di candidati»

Occhiali scuri, completo blu, Paolo Damilano è arrivato ieri mattina al mercato di corso Cincinnato a bordo di una Fiat 500 elettrica. Non è la prima volta che il candidato del centrodestra a diventare il prossimo sindaco di Torino fa campagna elettorale in giro per i mercati della città, ma fino a settembre non ci saranno dibattiti con gli avversari. «Oggi è necessario dedicare ogni energia per spiegare ai torinesi l’idea di città dalla quale vogliamo ripartire, ma soprattutto essere pronti ad agire subito se saremo scelti dagli elettori – spiega Damilano tramite una nota -. Per questo ho deciso che dedicherò questi prossimi due mesi al lavoro per arrivare a settembre con un piano di interventi quartiere per quartiere da spiegare in una serie di incontri dedicati ai torinesi, ai miei concittadini, che sono il motivo per cui ho iniziato questo progetto». In sintesi: «Fino a settembre non parteciperò a dibattiti ma penserò solo alla ricostruzione della città. A quello che c’è da fare».

I suoi avversari l’hanno definita “temibile”, ma stanno anche facendo leva sulla sua “compagnia di giro”, vale a dire Lega, Fi e Fdi. Cosa risponde?

«Credo che in questo momento Torino non abbia tempo per polemiche sterili. I cittadini vengono fuori da una guerra… E dopo la guerra serve parlare di progetti e programmi».

Rispetto a un possibile avvicinamento di CasaPoud, come si pone?

«Senza se e senza ma io sono contro qualsiasi forma di violenza. Tutti coloro i quali fanno parte di questa categoria sono di certo contro la mia idee di città».

Ha avviato questa nuova fase della sua campagna elettorale in una zona dove Appendino prese molti voti nel 2016. Quanto conterà il voto delle periferie a ottobre?

«Le periferie sono un obbligo. Al di là dei programmi, servirà fare qualcosa di effettivo. Stiamo studiando progetti di integrazione».

Come procede la stesura delle liste?

«Mi trovo felicemente a gestire una sovrabbondanza di candidature. Stiamo pensando di organizzare un’altra lista civica. Ci troviamo nella condizione di poter scegliere ed è sempre favorevole per riuscire a trovare persone di qualità».

La partita con l’ex ct della nazionale Gian Piero Ventura è chiusa?

«Non è chiusa. C’è un amicizia di lungo corso. Non ho pensato a lui come persona popolare, ho pensato a lui come a persona preparata in materia di sport. Lo sport sarà una delle colonne portanti dei nostri progetti per il futuro».

Lascerà il suo incarico di presidente della Film Commission?

«È una domanda che rientra nel tema delle polemiche sterili. Il Cda della Film Commission scade a luglio ed è chiaro che nel momento in cui mi impegno in politica farò le mie valutazioni».

Cosa ne pensa invece della proposta di revisione della legge regionale sul gioco d’azzardo della Lega?

«A caldo dico che sono contro il gioco d’azzardo e non mi piace. Ma ci sono imprenditori che hanno investito molto e non è il momento di bloccare delle iniziative di lavoro. Anzi, in questo momento bisogna incentivarle».

La riforma del fisco proposta da Fi mira in un certo senso a incentivarle?

«E’ una colonna portante per poter cambiare il mondo. Anche a Torino la riforma fiscale dovrà avere un impatto, ma il lavoro è la cosa più importante. Dobbiamo riuscire a generare ricchezza sul territorio. Questo è il nostro piano Marshall. Questo è il nostro Rinascimento».

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