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Politica
L’exploit dell’ex candidato sindaco di Torino

Damilano corre da solo. Lo strappo con la Lega: «No a derive populiste»

Il leader di Torino Bellissima prende le distanze. Molinari: «La riconoscenza è sempre la virtù del giorno prima»

Una foto più di tante parole mostra lo strappo che si è consumato tra la Lega di Matteo Salvini e l’ex candidato sindaco del centrodestra Paolo Damilano. Era il 15 ottobre 2021, quando l’imprenditore del vino si accompagnava con il leader del Carroccio lungo le strade dell’Ex Moi. Gli ultimi colpi di una lunga campagna elettorale per conquistare Torino. Damilano iniziava a vacillare nei sondaggi, ma tra il leader di Torino Bellissima e il suo “main sponsor” correvano sorrisi e strette di mano. Un anno dopo, la musica è cambiata. «Torino Bellissima non seguirà alcuna deriva populista, compresa quella che purtroppo oggi affligge parte di questo centrodestra, ma proseguirà autonomamente nel suo progetto di ricostruzione liberale di Torino e del Paese, in attesa di capire quali saranno le evoluzioni politiche dei prossimi mesi» scrive in una nota al vetriolo l’imprenditore. Salvo poi cercare di smorzare i toni. «Nessuno addio al centrodestra – precisano dal suo entourage – caso mai un arrivederci». Colpisce il tempismo del “bellissimo”. Poco prima dei referendum, giusto in tempo per iniziare una nuova corsa verso Roma, magari. «A elezioni perse, il centrodestra non è stato in grado di recuperare la propria unità neanche nell’espressione del candidato all’elezione del Presidente della Repubblica, offrendo un quadro politico desolante» prosegue Damilano, che ormai corre da solo. Gli ultimi “tentennamenti” in materia di politica estera – così li definisce – hanno fatto il resto. «Come se fosse possibile mettere in discussione la posizione atlantista ed europeista dell’Italia» sottolinea Damilano. «Benvenuto nell’area dei liberali, europeisti e atlantisti, cioè nell’area che ha fatto la storia dell’Italia e costruito il destino di democrazia e libertà, di benessere e di crescita» il commento dell’onorevole Osvaldo Napoli, recentemente approdato in Azione.

Il cambio di passo rispetto alla Lega è segnato. «Il partito che ha creduto per primo in Torino Bellissima che vive una profonda crisi di identità politica e di leadership» analizza il patron del Barolo. «Sembra strano sentire certe parole dallo stesso Damilano che è stato candidato dalla Lega e dal segretario Matteo Salvini sindaco di Torino e che più volte, anche in tempi recenti, si è detto interessato a iniziare un percorso politico nel nostro partito. Ma, del resto, la riconoscenza è sempre la virtù del giorno prima» la replica dell’onorevole Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera. «Spero che in futuro possa tornare sui suoi passi» il commento stringato del capogruppo della Lega in Sala Rossa, Fabrizio Ricca. Così il collega di Forza Italia Domenico Garcea: «In politica come nella vita, la coerenza e il rispetto nei confronti di chi ci ha sostenuti vengono prima di ogni cosa». Lo strappo non stupisce invece il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Crosetto: «Torino Bellissima non ha nulla a che vedere con il centrodestra».

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