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STORIA DEL MONDO IN 500 VIAGGI IN TRENO

Dall’Orient Express al Perù. L’emozione corre sui binari

Il fascino del viaggio e l’avventura romantica nell’ultimo romanzo della giornalista inglese Sarah Baxter

In un’epoca neppure troppo lontana, il viaggio in treno era un’avventura anche romantica: si pensi a giorni e giorni di viaggio per attraversare la Siberia, o ai tremila chilometri del treno forse più famoso, l’Orient Express, per andare da Parigi a Instabul. Eleganza e atmosfera rarefatta, una “crociera sui binari” di cui oggi esistono ancora alcune imitazioni a caro prezzo e che di quell’epoca hanno conservato alcune peculiarità, come l’obbligo di giacca e cravatta o smoking a cena per i signori e dell’abito formale per le signore. Capita a James Bond (il primo ma anche l’ultimo), capita ovviamente al Poirot di Agatha Christie (che sull’Orient Express viaggio davvero, ma non vi trovò dei delitti, bensì incontrò il suo futuro marito) anche nella nuova versione di Kenneth Branagh. Il viaggio in treno conserva un fascino senza tempo. Ed è bello quindi riscoprirlo in questo affascinante libro della giornalista inglese Sarah Baxter, “Storia del mondo in 500 viaggi in treno” (Rizzoli, 29 euro). Dunque il Parigi Istanbul e i suoi “gemelli”, ma anche il Patagonia Express degli “Appunti dal sud del mondo” di Luis Sepulveda. O, fantasticando, il convoglio in partenza dal binario 9 e 3/4 di Harry Potter (che si trova nella stazione di King Cross a Londra, c’è anche un finto carrello bagagli che spunta da un muro di mattoni). Dai lussuosi wagon lit alla moderna Alta velocità, tra rotte epiche o semplici itinerari brevi «i treni – spiega la Baxter – sono un po’ come delle macchine del tempo: c’è qualcosa in loro che sembra in grado di riportarci indietro in un’epoca in cui viaggiare era una novità emozionante, traboccante di possibilità e romanticismo». In sei capitoli, ordinati cronologicamente e tutti illustrati, il libro ripercorre la storia del pianeta attraverso una collezione di viaggi ferroviari a volte stupefacenti, a volte rivoluzionari, lussuosi, sconosciuti, velocissimi o incredibilmente “slow” come il Glacier Express in Svizzera (l’espresso più lento del mondo), sull’orlo dell’estinzione o tristemente defunti. Ognuno narra qualcosa della vita sulla terra, la formazione dei canyon o la nascita delle civiltà, le prime forme d’arte rupestri o l’inizio delle guerre, la meraviglia dei ghiacciai illuminati dal sole o i mille colori degli alberi in foliage, tra binari che seguono rotte di antiche carovane e altri che corrono vertiginosamente su altissimi acquedotti. «I viaggi che vorrei fare? Credo che inizierei inoltrandomi nel Canada a bordo del Canadian, in perfetto spirito “alla conquista del West” – racconta la scrittrice – Poi forse seguirei in treno il corso del Nilo, per ammirare il paesaggio sulle sue sponde che non è cambiato molto dei tempi degli antichi Egizi». E quindi anche la Valle Sacra, in Perù. Ma si può anche seguire i vichinghi sulla Aalborg-Ribe attraverso la Danimarca; i conquistadores spagnoli con le Barrancas del Cobre lungo una ferrovia sospesa tra gole che hanno dell’incredibile; o la Ferrovia della morte, 400 chilometri a cavallo tra Thailandia e Myamar, costruiti in mezzo alla jungla da prigionieri di guerra.

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