ViaStradella
Ieri & Oggi
LA CITTÀ DI UNA VOLTA DALLA VECCHIA BORGATA TESSO FINO ALLA ROTONDA DI PIAZZA BALDISSERA

Dall’ex Dora alla Venaria Reale: un viaggio lungo via Stradella

Dalla vecchia borgata Tesso fino alla rotonda di piazza Baldissera

Quando Torino era ancora racchiusa dalle sue vecchie mura, lunghe strade nella campagna, tra un campo e l’altro, conducevano ai comuni limitrofi. Quasi tutte sono state preservate nel loro antico tracciato, ed è facile accorgersi di loro perché, generalmente, si tratta delle poche vie non perpendicolari della mappa urbana torinese. Un caso è via Stradella: attraversa diagonalmente il borgo Vittoria, ed è una delle principali arterie di Torino Nord. Essa segue quasi parallela il tracciato della più antica via Giachino, insieme alla quale costituiva l’antica direttrice per Lanzo (strada per Lanzo, o strada Reale di Lanzo): si trattava di una via di grande importanza, tanto che possedeva una “corsia preferenziale” per le carrozze dirette alla Venaria Reale.

Perché oggi questa via porta il nome di un comune in provincia di Pavia? La domanda è legittima e il motivo è legato all’importanza che la cittadina di Stradella acquisì nel XVIII secolo, quando i Savoia la ottennero insieme a Bobbio e Voghera. Questi tre centri tra la Lomellina e il Pavese furono assegnati a Carlo Emanuele III di Savoia a seguito della sanguinosa guerra di successione d’Austria (è, tanto per intenderci, la guerra nella quale si svolse la celebre battaglia dell’Assietta). Stradella si trovò ad essere un centro di frontiera, noto a Torino perché ultimo avamposto, per così dire, del regno. Ecco il motivo della sua importanza e della sua presenza importante nella toponomastica torinese; la mutazione del nome è comunque cosa relativamente recente: ancora nella metà dell’Ottocento questa era la via di Lanzo, nome che tra l’altro veniva confermato dall’importante Barriera di Lanzo sita nell’attuale piazza BaldisseraProprio qui arrivò la ferrovia Torino-Ceres, inaugurata nel 1869; la via inizia, guarda caso, proprio dove si trova l’attuale stazione ferroviaria.

Nella sua parte iniziale, via Stradella attraversa la borgata Tesso, dove un tempo esisteva la vecchia barriera di Lanzo: sorta a partire dal 1877 attorno al vecchio canale della Ceronda, si sviluppò grazie all’industria: prima l’opificio tessile Galoppo, poi la Società Nazionale Officine di Savigliano. Oggi, la borgata Tesso – anche nota con il più antico nome di borgata della Barriera di Lanzo – conserva i vecchi bassi edifici ottocenteschi, rendendo questa porzione di circoscrizione Cinque un bell’esempio di vecchia Torino ancora conservata.

Ben diverso è il caso di piazza Baldissera, completamente trasformata dalla recente riqualificazione – nel corso della quale è stata creata la rotonda-monstre che tutti ormai conosciamo e che cerchiamo in ogni modo di evitare – nel corso della quale è stata anche demolita la vecchia stazione di Torino Dora, tra le più antiche della città. Vecchio scalo merci, fu inaugurata prima di Porta Nuova e Porta Susa. Piccola e sacrificata sotto il ponte di corso Mortara, la stazione Dora, risalente al 1855, è stata demolita nel 2011 nel corso dei lavori del Passante Ferroviario. All’estremità opposta di via Stradella oggi si assiste a una trasformazione analoga: gli immensi cantieri per la demolizione del cavalcavia di corso Grosseto e la creazione della nuova stazione sotterranea sono già iniziati.

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