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Il Borghese

Dalle Rsa alle scuole

Sembra difficile da credere, ma per una precauzione in più – non in meno – è stato necessario scomodare d’urgenza i giudici del Tar. È successo nello scontro tra il presidente Cirio e la ministra Azzolina sull’ordinanza che impone di rilevare la temperatura all’ingresso delle scuole. Adesso che i giudici amministrativi hanno assegnato la vittoria (del primo round) a Cirio, chissà che quest’ordinanza non venga copiata anche da altre Regioni, tutte alla finestra in attesa di capire come comportarsi. Da molte parti, infatti, traspare la sensazione che quello della scuola sia il prossimo “fronte” della lotta al contagio, quello dove si registreranno i numeri maggiori. Nei giorni scorsi, d’altra parte, anche numerosi esperti hanno ammesso che la riapertura delle scuole avrebbe fatto salire l’indice dei contagi, ma non si vede come evitarlo. Controllare è certo meglio che farsi cogliere impreparati da una diffusione inarrestabile, come quella avvenuta all’interno delle Rsa che, mesi addietro, hanno rappresentato il punto debole delle nostre linee (tanto per continuare a usare metafore belliche che piacciono molto a esperti e commentatori…). Una diffusione incontrollata nelle scuole sarebbe catastrofica: per ogni studente positivo, o da sottoporre a tampone, c’è una rete di genitori e contatti che farebbe crescere in maniera esponenziale ogni numero. Tutti i possibili controlli, dunque, vanno messi in campo: purché siano per coscienza del pericolo, non per dire – dopo – «abbiamo fatto tutto» e scaricare responsabilità su qualcun altro.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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