LA STORIA

Dalle ex scuderie Gualino all’era Fiat: quando Torino era sinonimo di castelli

Miraflores, la residenza voluta dal duca Carlo Emanuele I per la moglie, ha dato i natali al quartiere

Sembra incredibile, ma la Torino di un tempo era circondata da altri imponenti castelli, oggi scomparsi. Uno di essi era quello di Miraflores, l’incredibile residenza voluta dal duca Carlo Emanuele I per la moglie, Caterina Michela d’Asburgo. Oggi di questo castello restano appena pochi brandelli di muro, e null’altro. Secondo il Cibrario, questo luogo era «inestimabile per mole e magnificenza»; una perdita inestimabile. Ma, oltre alle poche reliquie rimaste nei pressi del mausoleo della Bela Rosin, Miraflores ha lasciato una traccia indelebile di sé: è questo castello che ha dato il nome al quartiere più meridionale di Torino.

Attorno alla residenza di Carlo Emanuele I è sorta una vivace borgata agricola, con cascine molte delle quali esistono ancora oggi, e che costituiscono il cuore del quartiere antico, con la secentesca chiesa parrocchiale della Visitazione di Maria e di San Barnaba. L’asse di strada comunale di Mirafiori è stata restaurata e pedonalizzata nel 2014, contribuendo ad accentuare il carattere paesano di questo angolo di città.

C’è un grande contrasto tra la Mirafiori Sud agricola dei tempi dei Savoia e quella operaia degli anni degli Agnelli: testimoni del periodo della grande industria torinese sono le case popolari, costruite prevalentemente nel periodo del boom. I grandi viali qui conducono agli stabilimenti di Mirafiori; e dire che un tempo non era così. Prima, al posto dell’industria c’erano le scuderie Gualino, e a fianco – dove oggi si trova il grande parcheggio di piazzale Caio Mario – c’era l’ippodromo, frequentato luogo di ritrovo dei torinesi di un tempo.

Rare fotografie d’epoca rivelano la convivenza nel luogo diventato il simbolo della Torino del Novecento di cavalli e motori, di antico e moderno: sono uno di quegli scorci della vecchia Torino che riescono sempre a sorprendere. Va detto che Mirafiori Sud è particolare: ha ancora numerosi angoli che richiamano il suo passato rurale. La città giardino di via Plava, ad esempio: fu il primo dei due esperimenti di “città giardino” torinesi, entrambe realizzate in zona Mirafiori (ma il secondo, più moderno, si trova, come noto, lungo l’asse di via Guido Reni).

Oppure, l’asse di strada Castello di Mirafiori, con le sue cascine e il vasto parco Piemonte, che si trova a ridosso del Sangone. Quest’ultima, vasta area sarà oggetto, la prossima primavera, di importanti lavori di riqualificazione, come da progetto approvato lo scorso 30 giugno dalla giunta comunale. L’arrivo della metropolitana nella vicina piazza Bengasi comporterà un nuovo miglioramento del quartiere, che dalla primavera 2021 sarà velocemente collegato con il centro.

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