zingari
Il Borghese

Dalle dicerie ai fatti

Ci sono le dicerie. E poi i fatti. Le dicerie sugli zingari che considerano le nostre città come una terra da depredare. E Torino in particolare dove la sorveglianza sui campi nomadi è sempre stata, diciamo così, molto soft. E i fatti, anzi le inchieste che questi comportamenti non solo li denunciano, ma li certificano.

Scopriamo così che interi gruppi famigliari, in questo caso gli Halinovic di etnia croata hanno lasciato il loro paese per fare soldi a Torino. Per l’esattezza nell’accampamento di via Germagnano, raccogliendo un vero tesoro in soldi contanti, sfruttando al tempo stesso le debolezze politiche e burocratiche al punto di ottenere persino alloggi di edilizia popolare e sussidi in denaro. Dei rapaci i quali, chissà come avvertiti – e da chi -, un bel giorno hanno spostato il loro bottino, prelevando enormi quantità di contanti dalle nostre banche.

Obiettivo: metterli in salvo in Croazia. Si può dire che questa inchiesta dimostri come le dicerie siano spesso realtà vera? Non abbiamo titolo per indagare oltre, e poi non è il mestiere nostro. Di certo si può ipotizzare che costoro non siano gli unici a vivere di furti e di chissà quali traffici, accumulando fortune. Ci conforta il fatto che la nostra procura chieda e ottenga il sequestro dei beni, per diversi milioni, accumulati nelle banche croate. Ma l’interrogativo inquietante riguarda chi, fino ad ora, è sfuggito ai controlli. Dicono fonti bene informate che si tratta di miliardi, in euro ovviamente. Bene, rispondiamo da semplici uomini della strada, che aspettiamo a riprenderceli?
fossati@cronacaqui.it

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