indagini
Il Borghese

Dalla paura alla connivenza

Era l’uovo di Colombo il sistema usato dai criminali per ricattare la Juventus: cori razzisti per far squalificare il campo e far multare pesantemente la società se non avessero ottenuto i biglietti gratis o chi lo sa quali altri favori. E pensare che quest’arma gliel’avevano servita proprio quelle stesse istituzioni che dovrebbero pensare a ripulire il mondo del calcio o almeno raccogliere un po’ di immondizia negli stadi. La responsabilità oggettiva delle società, infatti, era una dannata arma a doppio taglio. Ma la vera domanda che vorrei porre è se le società di calcio, dalla serie A alle categorie inferiori, abbiano mai pensato di liberarsi seriamente della feccia in curva o in tribuna. Evidentemente questi criminali camuffati (male) da tifosi fanno comodo a qualcuno, altrimenti certe cose non si spiegano. Il bagarinaggio, la vendita di maglie e gadget tarocchi, il controllo del territorio: affari lucrosi, di cui fanno le spese i tifosi veri, come quel padre con il suo bambino cacciati dal settore per chi avevano un regolare (e caro) biglietto, come tutti quelli che pensano che certi fenomeni riguardino solo il mondo del calcio. Dimenticando che, come con la criminalità organizzata, con la mafia di cui alcuni di questi individui mutuano i metodi, a un certo punto si passa il confine segnato dalla paura (o dall’omertà) e la condizione di vittima si trasforma in connivenza.

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