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PARLA IL MAESTRO

Dalla Juve all’Italia Pirlo a tutto campo: «Pronto a ripartire»

Fa discutere l’intervista concessa a “The Athletic”

Per tre mesi ha scelto la via del silenzio, ma ora che Andrea Pirlo è tornato a parlare di Juventus, Nazionale e della sua idea di calcio fa di nuovo discutere. Perché il suo addio al club non ha scatenato sollevazioni di massa e dopo queste sue parole l’indice di popolarità all’interno dell’ambiente juventino non salirà di certo.

Intervistato da “The Athletic”, Pirlo ha difeso la sua idea di calcio, quella che ha cercato di portare anche alla Continassa senza troppo successo: «Il calcio non cambia mai. Ci sono due obiettivi: segnare e difendere. Non cambierà mai. Guardiola lo ha dimostrato per anni: se non controlli il gioco è molto difficile per te vincere. Ci saranno partite in cui hai il 90% di possesso palla e dove perdi sull’unico tiro in porta, ma io preferisco perdere così piuttosto che passare l’intera partita a difendere in area, cercando di segnare in contrattacco».

Non è nello stile Juventus, non è nella mentalità di Giampiero Boniperti per il quale vincere era l’unica cosa che contava e che conterà ancora. E anche se ha portato in bacheca due nuove coppe, è riuscito a salvare la stagione centrando la Champions League e ha salvato la faccia, oggi i tifosi sono divisi sulla sua (breve) carriera come tecnico anche se nessun rinnega quanto ha fatto come giocatore.

Ma lui come manda a bilancio questa esperienza che poteva cambiargli la vita? «Ho imparato molto. È stata la mia prima esperienza da allenatore ed è stata intensa. Abbiamo iniziato la stagione con una sola amichevole. È stato tutto molto veloce, abbiamo giocato ogni tre giorni, senza tifosi… È stata dura per la squadra di adattarsi a qualcosa di nuovo. La cosa più importante è sempre stata recuperare».

Ora lui sta recuperando le energie fisiche e mentali spese fino a maggio. Ma non mollerà anche se ammette di non avere nessuna fretta. Seguirà i migliori, come Guardiola e Pochettino: «Andrò a Parigi e anche a Manchester. Sono pronto per una nuova avventura». E intanto ha fatto festa come tutti: «Questa è stata un’estate magnifica. Non c’è gioia più grande che vincere con la Nazionale. Mancini ha fatto un ottimo lavoro. Italia aveva un’identità e giocava quasi da club».

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