Zlatan
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Dalla Juve alla fama mondiale. “Zlatan”, la sua vita in un film

Presentata a Roma la pellicola su Ibra che uscirà nelle sale l’11 novembre

«La Juventus vuole comprare me?»: si chiude così, con l’apparizione di un simil-Luciano Moggi, il trailer di “Zlatan”, uno dei più attesi film presentati quest’anno alla Festa del Cinema di Roma, in sala dall’11 novembre distribuito da Lucky Red e Universal. Se i tifosi più giovani infatti ricordano Ibrahimovic (nel titolo basta il suo nome per riconoscerlo) con la maglia rossonera del Milan, o al massimo con quella dell’Inter, a inizio carriera furono i bianconeri la chiave per la sua esplosione, dopo le prime meraviglie che il calciatore svedese aveva mostrato nel campionato nazionale e poi in Olanda.

Il passaggio dall’Ajax di Amsterdam alla Juventus avvenne nell’estate 2004 ed è il culmine del racconto del lungometraggio diretto da Jens Sjogren, che ha scelto due attori per dare vita al campione (Dominic Andersson lo interpreta dagli 11 ai 13 anni, Granit Rushiti dai 17 ai 23). Quelle due stagioni finirono con due scudetti vinti ma terminarono anche con lo scandalo di Calciopoli che portarono la Juventus in serie B, videro cancellare quei titoli e “Ibra” diventare un traditore andando nell’agosto 2006 dai rivali dell’Inter.

“Zlatan” racconta la storia di crescita e trasformazione di un uomo partito dai sobborghi fino ad arrivare al successo: il calcio è stato la liberazione dello sportivo svedese da un ambiente difficile. «Ibrahimovic – spiega il distributore Andrea Occhipinti all’anteprima mondiale del film, ieri a Roma – è molto più che un calciatore: è un leader puro, un’icona leggendaria, un modo di essere che appartiene soltanto a lui e che non è replicabile. Il racconto di questo mito contemporaneo che in Italia ha trovato la sua più alta consacrazione, non poteva che diventare una grande storia per il cinema».

“Ibra” e il mondo dello spettacolo si corteggiano da tempo: nella memoria del pubblico italiano ci sono le sue performance sul palco del teatro Ariston all’ultimo Festival di Sanremo (e c’è chi vocifera possa tornare anche nell’edizione 2022), la sua autobiografia è stata un successo (e ha ispirato il film di Sjogren) e già qualche tempo fa la sua vita e la sua carriera furono oggetto di un documentario, anch’esso incentrato sui primi anni da sportivo fino all’arrivo a Torino. Era il 2015, il calciatore allora militava nel Paris Saint Germain e i fratelli svedesi Fredrik e Magnus Gertten girarono “Ibrahimovic – Diventare leggenda”, co-prodotto dalla società torinese Indyca e in prima persona da Simone Catania.

Ora è tempo di “Zlatan” nell’anno che ha già visto arrivare al cinema e sulle piattaforme altri grandi campioni come Roberto Baggio (“Il divin codino”) e Francesco Totti (addirittura con due progetti, un documentario e una serie).

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