CORSO VENEZIA

Dalla discoteca alla strada. Rissa all’alba tra immigrati

I residenti del quartiere hanno ripreso la scena con i cellulari

Le urla lungo la strada, gli schieramenti da “battaglia”, bottiglie e oggetti abbandonati trasformati in armi. È stato un inizio di settimana da dimenticare per i residenti di corso Venezia, svegliati alle 5.30 del mattino per colpa di una animata rissa tra africani. Una decina di uomini, e donne, appena usciti da una discoteca della zona ma così pieni di alcol da concludere la loro lite in mezzo ad una strada. Sul controviale di quel nuovo passante ferroviario non ancora ultimato e che, nell’attesa, si è trasformato in un gigantesco ring a cielo aperto. Una cittadina coraggiosa, tirata giù dal letto un’ora prima del previsto, ha avuto la prontezza di prendere il cellulare e di immortalare, in un video di trenta secondi appena, una parte della scazzottata tra due gruppi rivali. Con le donne, e la droga, al centro della contesa che ha avuto il suo apice all’angolo con via Valprato. «Sembravano bestie impazzite – racconta una signora, incredula per quanto avvenuto -. Abbiamo visto volare bottiglie. Gridavano e si inseguivano lungo tutto il corso. Mentre le auto, dietro di loro, suonavano il clacson e non riuscivano nemmeno a transitare». Scene di ordinaria follia tra i quartieri Barriera di Milano e Borgo Vittoria dove le risse non sono certo così rare. Anzi, sembrano essere ormai una realtà all’ordine del giorno.

Mentre la pazienza delle famiglie sembra ormai giunta al capolinea. Solo poche settimane fa alcuni commercianti avevano avviato una raccolta firme per chiedere il ripristino dei parcheggi sul corso. E ora, a luglio inoltrato, ecco palesarsi il problema sicurezza: con i controlli nei locali nel mirino. «Ma non dovrebbe esserci un orario che regolamenti le chiusure? – continua Carmela, tra le residenti più arrabbiate -. Abbiamo diritto di riposare, non di assistere ogni settimana a scene da far west. Da queste parti gli anni passano ma i problemi rimangono sempre gli stessi».

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