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Cultura
L’EVENTO

Dalla Casa tra gli alberi al Villino in stile Liberty: ecco la Torino mai vista

Dimore storiche, case simili a gallerie d’arte e le futuristiche Cartiere Burgo di San Mauro tra le visite impossibili del quinto Open House

Un vero e proprio “disco”, che somiglia tanto ad una arena, quanto ad una astronave su più piani. Un’apparizione quasi fantascientifica nella periferia industriale tra Torino e San Mauro, specie quando la luce filtra dai tagli nelle superfici chiare. Non è un caso che il progetto commissionato negli anni Settanta dalle Cartiere Burgo all’architetto Oscar Niemeyer abbia ricevuto il Premio Pritzker nel 1988. E nemmeno che questo piccolo gioiello, praticamente sconosciuto, sia una delle novità che apriranno al pubblico con la quinta edizione di Open House in programma tra l’11 e 12 giugno a Torino. L’occasione per scoprire tanti luoghi diversi della città: case, appartamenti, laboratori, palazzi contemporanei e spazi di incontro che sono abitualmente chiusi ai visitatori. Oltre 120 siti incredibili tra cui Casa Hollywood, The Number 6 e la Casa tra gli alberi, ma anche la Nuvola Lavazza, 25 Verde o lo stile Liberty del Villino Raby.

Abitazioni private, ma anche palazzi storici e ville, oppure, parchi e giardini. E poi “tour” per avventurarsi alla scoperta dei quartieri meno conosciuti della città come Borgo Dora. Ma anche appena fuori, come a Chieri dove sarà possibilità conoscere l’architettura di Sergio Jaretti e Elio Luzi al palazzotto signorile conosciuto come Condominio Manolino che prende una serie di elementi classici e li ricombina in un gioco di costruzioni con pinnacoli chiari in cima e a completare la colonna di “bow window”. In una vecchia officina di Cenisia, invece, si trova il Ranch Urbano in cui due progettisti hanno saputo ricavarsi uno spazio da vivere e in cui lavorare come in campagna e dalla natura quasi vegetale, ma in piena città. Tra le abitazioni più curiose c’è, poi, Casa Resterà: un appartamento, originariamente formato come una tipica casa degli anni Sessanta, trasformato da una pianta aperta, con un living che fonde ingresso, cucina e soggiorno. In Borgo Rossini, poi, si trova Numero Uno, al primo piano del complesso residenziale Factory 37: un appartamento che si sviluppa su un dislivello interno e regala al grande soggiorno una doppia altezza con una luminosa vetrata. Come un pulpito, la cucina si affaccia sul soggiorno, dominando la visuale. La zona notte si raggiunge attraverso grandi portali scorrevoli. Le occasioni per percorrere la storia del design e dell’architettura a due passi da casa non mancano ma per le visite sarà necessario essere registrati attraverso il portale Open House Torino che, a partire da venerdì, fornirà ai visitatori un codice personale, da mostrare attraverso lo smartphone o portare con sé stampato in modo da non dover fornire tutti i dati a ogni visita. Solo per alcuni edifici si dovrà effettuare la prenotazione obbligatoria, debitamente segnalata nelle schede degli edifici interessati su Open House Torino, a partire dal lunedì successivo.

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