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Cronaca
L’ANALISI

Dal verduriere a Forza Nuova: «Siamo la miccia dell’Italia»

La protesta contro il Green Pass si allarga a tutto il Paese: ecco chi c’è dietro

Il mezzo di riferimento è Telegram, «perché qui non ci intercettano» dicono, e uno dei canali maggiormente battuti da questo popolo che non vuole essere definito No Vax, Boh Vax o che altro è «Libertà e diritti Piemonte», ma si trova anche «No al green pass», «Basta dittatura» (che è poi il nome del movimento che ha organizzato la manifestazione di ieri), e via discorrendo. In queste chat, dove si possono leggere come perle «se vuoi uccidere uno con il Covid dagli l’aspirina», o richieste di acquisto di Green Pass falsificati, sono nate le manifestazioni, quella dell’altra sera e quelle che verranno nei prossimi giorni. «Spontanee» le definiscono, ma il sospetto è che esista una regia.

Chi non ha certo problemi a farsi capopopolo è Marco Liccione, operaio Esselunga, già animatore di una protesta che è poi finita con la devastazione del centro città a ottobre. Ma non è il solo: gli altri “capi” di questa protesta sono anche il grossista Giampiero Alaimo, lo psicologo Paolo Garello e Antonio Burrini, consigliere comunale di Settimo Torinese. Tutti facenti parte del Movimento nazionale “No Paura Day” coordinato dal professor Paolo Sensini di Cesena, storico e analista geopolitico che scrive cose come «i media Occidentali sono ormai diventati dei semplici passacarte della propaganda degli Stati, o di Superstati come la UE o di grandi Corporation internazionali», oppure che il Covid è «una operazione di ingegneria sociale».

«Non abbiamo nessun colore politico – ci tiene a sottolineare Liccione -, siamo semplici cittadini stufi di sottostare a queste regole assurde che penalizzano soltanto le attività commerciali per poterle multare, mentre il Green Pass continua a non essere obbligatorio nei trasporti». Qualche politico interessato però c’è. «Ho già ricevuto varie proposte di candidature da Italexit, ma ho detto di no, al momento» aggiunge il “capo-popolo”, da sempre simpatizzante di Fratelli d’Italia. «Ho dovuto prendere le distanze da Fdi perché loro sostengono il certificato verde». Contro la manifestazione di piazza Castello di giovedì si è schierata anche la sindaca Appendino. «Venga in piazza a confrontarsi» aggiunge l’operaio Esselunga.

Chi prende le distanze da Liccione e i suoi è Forza Nuova: la formazione di destra, tramite il suo coordinatore regionale Luigi Cortese, denuncia addirittura di essere stata censurata («qualche veloce manina ha cancellato il nostro intervento») l’altra sera. «Non abbiamo rapporti alcuni con Liccione, non offriamo candidature come in questi giorni accade» dice Cortese. Che spiega che comunque con Forza Nuova «continueremo a essere in piazza per rappresentare le istanze di chi chiede la libertà di scelta». E infine, tra i protagonisti della piazza, l’avvocato Maurizio Giordano, civilista con studio a Moncalieri che si presenta così: assistenza sanitari contro vaccinazione Covid19, impugnazione sospensione lavorativa, azioni contro obbligo mascherina e tampone molecolare per bambini scuola o sul lavoro, impugnazione verbali di violazione norme di contenimento. Per lui, almeno, è questione di affari e lavoro. Ma la protesta continua nonostante le vacanze. «Il 5 agosto – anticipa Liccione – torneremo in piazza contro l’obbligo del Green Pass. Ma la grande manifestazione è prevista per il 18 settembre in piazza Castello: abbiamo già diramato inviti a personaggi famosi come Montesano, Paragone, Sgarbi e Meluzzi. Per organizzarla abbiamo raccolto 1.300 euro di offerte volontarie e ci aspettiamo una grande adesione. Siamo la miccia dell’Italia».

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