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Dal teatro ai tanti set, Pirrello fa il pienone: «Lanciato da Argento»

Cresciuto alla scuola del Teatro Stabile, la pandemia e i video-provini lo hanno “avvicinato” a Roma. Dopo “Ricciardi”, “Marilyn ha gli occhi neri” e “Yara”

Mario Pirrello è un attore torinese formatosi alla scuola del Teatro Stabile e poi passato di palco in palco, con grandi registi, affrontando testi prestigiosi e pubblici esigenti. Fino al lockdown, quando l’improvviso stop agli spettacoli dal vivo lo ha costretto a cercare nuove strade, che lo hanno portato su molti set cinematografici, tra cui quello di Simone Godano, “Marilyn ha gli occhi neri”, in cui ha diviso la scena con Stefano Accorsi e Miriam Leone e che arriverà in sala giovedì 14. E poi al nuovo Dario Argento, sugli schermi in primavera.

«Per molto tempo – spiega Pirrello – ho avuto la sensazione di non essere pronto per i set di cinema e tv. Poi la quarantena ha cambiato tutto, ha anche costretto le produzioni a chiedere agli attori dei video-provini in cui provavano la parte: questo ha democratizzato molto le loro scelte, se non abiti a Roma è difficile essere sempre presente, così invece eravamo tutti nelle stesse condizioni».

Dopo aver scoperto il teatro al circolo Dravelli di Moncalieri, Pirrello ha fatto un lungo percorso anche in altri lavori. «Ho fatto il cuoco e in quel periodo spesso accompagnavo mia sorella che lavorava in un centro di supporto a persone con disagi e malattie mentali, esperienza che mi è stata molto utile quando ho dovuto interpretare Sosia, il mio personaggio in questo film».

La storia è ambientata in un centro diurno per il rehab di persone disturbate in cui gli operatori decidono – dopo l’arrivo dello chef Diego – di aprire un ristorante in cui far lavorare gli utenti. Tra cui Sosia: «Per me è stata una magnifica opportunità, è una commedia che si muove su più registri, davanti a questi personaggi si prova empatia e si può essere più indulgenti con la propria parte inadeguata. Stefano e Miriam sono due giocatori magnifici, generosi, serviva per il film una coesione di gruppo molto alta e il regista è riuscito a crearla».

Il grande pubblico televisivo in questi mesi ha imparato a conoscerlo grazie al ruolo di Garzo nella serie “Il commissario Ricciardi”, ma presto arriverà anche sulle piattaforme di streaming. La distribuzione Medusa ha annunciato, ma non c’è stata ancora conferma, per il 18 ottobre l’uscita in sala e poi su Netflix di “Yara”, diretto da Marco Tullio Giordana e dedicato al delitto Gambirasio, in cui l’attore torinese interpreta il padre della giovane vittima.

E poi in primavera arriverà il nuovo film di Argento, “Occhiali neri”. «Interpreto il capo della Omicidi. È stato un vero regalo poter lavorare con lui, sono un grande fan, colleziono oggetti legati ai suoi film, fumetti, poster, dischi. Sono molto curioso di vedere come avrà trasformato la pagina scritta in immagini, è un regista unico».

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