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LANZO

Dal sì del vescovo nel 1219 il mercato compie 800 anni

Un logo, una conferenza e altri appuntamenti per celebrare l’anniversario

Martedì 15 gennaio 1219, il vescovo Giacomo I concedeva ai Signori di Lanzo di organizzare il mercato cittadino, con cadenza settimanale il martedì, e riservando a sé un terzo dei proventi del mercato stesso. E ieri mattina, proprio un martedì 15 gennaio, Lanzo ha festeggiato gli 800 anni di mercato in modo continuativo. Un vero e proprio primato che l’amministrazione comunale e il Comitato ponte del diavolo hanno deciso di festeggiare nel migliore dei modi, dando avvio a un lungo periodo di eventi celebrativi.

«Non è da tutti poter festeggiare un traguardo simile – commentano Ernestina Assalto, primo cittadino di Lanzo, Renata Bogino e Alessio Stefanoni, rispettivamente presidente e vicepresidente del comitato – anche perché il mercato è da sempre un luogo dove la gente si incontra, scambia idee, opinioni, si danno appuntamenti. All’epoca il mercato era una festa e si andava vestiti di tutto punto. Oggi, invece, è l’occasione per fare anche altre commissioni, come pagare le bollette, andare a fare acquisti nei negozi, prendere il caffè con gli amici o le amiche». E Stefanoni ricorda come nel giorno di mercato «i bar hanno un maggiore incremento degli incassi rispetto agli altri giorni. Segno tangibile che ancora oggi è un momento di grande aggregazione».

Per festeggiare questa importante ricorrenza, è stato realizzato un apposito logo-stemma, diventato poi anche adesivo, progettato dalla designer Elena Imberti per il comitato, che si ispira alle arcate di piazza Gallenga – altra storica area mercatale – viste da via Diaz. Ed è stata anche organizzata una conferenza alla presenza del professor Gianni Oliva sul tema “Il mercato e gli scambi nel mondo medievale”, che si terrà sabato 6 aprile, in orario ancora da stabilire, nel salone Atl di via Umberto I sempre a Lanzo.

«Altre iniziative – spiegano gli organizzatori – sono in fase di calendarizzazione assieme alla Pro Loco, alle scuole, alle associazioni culturali, agli imprenditori del territorio, all’Uncem, all’Unione Montana e al Gal».

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