“Dal Futurismo al ritorno all’ordine”
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Al Museo di Arti Decorative

“Dal Futurismo al ritorno all’ordine”

Boccioni, Balla, De Chirico, Casorati: i grandi del Novecento in mostra fino al 18 giugno

Da Segantini, Pellizza da Volpedo, Morbelli, Previati, Longoni, a Balla, Boccioni, Carrà, e poi De Chirico. Morandi, De Pisis, Casorati, Soffici, Guidi e altri grandi esponenti dell’arte italiana del primo Novecento. Dal Divisionismo al Futurismo fino alla Metafisica e al recupero della classicità: così il Museo Accorsi Ometto prosegue il suo racconto sui linguaggi pittorici italiani del XX secolo, percorso iniziato nel settembre 2015 con la mostra Divisionismo tra Torino e Milano. Da Segantini a Balla. Si inaugura oggi nel Museo di Arti Decorative di via Po 55 la mostra “Dal Futurismo al ritorno all’ordine. Pittura italiana nel decennio cruciale 1910- 1920”.

Sono una settantina le opere presenti nella rassegna curata da Nicoletta Colombo e organizzata in collaborazione con lo studio Berman di Giuliana Godio. Dipinti, quelli provenienti da importanti musei e pinacoteche italiane oltre che da collezioni private, che offrono uno sguardo complessivo sulle tendenze e sugli orientamenti artistici che caratterizzarono il periodo appena antecedente e contemporaneo alla Grande Guerra e influenzarono i movimenti culturali di altri paesi, Russia, Francia, Stati Uniti, Asia.

Ad aprire il percorso espositivo nelle sale del museo torinese il movimento che rivoluzionò l’arte moderna. Le “Case in costruzione”, dipinte da Umberto Boccioni nel 1910, anno del manifesto futurista di Marinetti, segnano idealmente l’inizio della mostra con la sezione dedicata al Futurismo storico, rappresentato, tra l’altro, dalle “ Figure + Paesaggio” e “Linee forza di un paesaggio + giardino” di Giacomo Balla, dal “Paesaggio guerresco” di Fortunato Depero, dalla “Chioma. I capelli di Tina” di Luigi Russolo, dalla “Guerra navale sull’Adriatico” di Carlo Carrà. E ancora da “Il borghese” di Mario Sironi e “La danzatrice” di Enrico Prampolini.

Dedicata ai Simbolismi, la seconda sezione della rassegna si dipana tra i Secessionismi di Felice Casorati con “Le marionette” o di Guido Trentini con “Le perle del lago” o ancora di Ferruccio Ferrazzi con “Le due madri”, e il Primitivismo, ossia il recupero della semplicità e del candore delle opere popolari, espresso nei lavori di Carrà, Tullio Garbari, Gigiotti Zanini, Pompeo Borra, Alberto Salietti. E infine il “Ritorno all’ordine” passa attraverso la pittura metafisica di Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Mario Sironi, Carrà e il ritorno alla classicità in ottica moderna testimoniato ancora da Casorati con “ Le maschere”, da Soffici con “ Mele e calice di vino”, da Sironi con “ Macchina e tram” e ancora De Chirico con “Cocomeri e corazza”. La mostra rimarrà allestita fino al 18 giugno prossimo.

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