I lettori di CronacaQui non hanno dubbi: Cairo deve vendere
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MONDO GRANATA

Dal campo alla squadra: il Toro di Cairo è a pezzi. I tifosi: «Deve vendere»

La solita musica…

Prima dell’Atalanta un nuovo striscione esposto al Filadelfia, per sabato 3 ottobre è previsto un altro sit-in davanti al Grande Torino: i rapporti tra la tifoseria granata e il presidente Urbano Cairo restano particolarmente tesi, ai minimi storici. “Siamo stufi del tuo parlare, devi spendere maiale” il messaggio firmato “La Maratona” che sabato mattina è stato piazzato all’esterno del quartier generale granata, prima che il fortissimo vento di quel giorno lo spazzasse via.

«Noi non ci rassegniamo, sabato ti contestiamo» è lo slogan che impazza sui social in vista del 3 ottobre, con Belotti e compagni che saranno impegnati sul campo del Genoa mentre allo stadio, lato curva Primavera, si daranno appuntamento i tifosi. Il malcontento cresce, alle varie manifestazioni di dissenso si aggiungono anche i risultati del nostro “La parola ai lettori” lanciato anche sui social: sono arrivate centinaia di risposte, il dato impressionante è che oltre l’89,5 per cento dei partecipanti ha scelto l’opzione “Cairo vendi sì”.

Il consenso nei confronti dell’editore alessandrino è in caduta libera, non solo come presidente del club ma anche come imprenditore. Nel 2017 era al primo posto tra i manager con la miglior reputazione online, ora è crollato al quarto posto, tallonato da Giorgio Armani. E, sul campo, i granata continuano il loro declino.

Penultimi 2020

Contro l’Atalanta è arrivata la seconda sconfitta in due giornate di campionato, la 14ª su 23 partite del 2020: il ruolino del Toro nell’anno solare è da incubo, delle attuali partecipanti alla Serie A soltanto il Cagliari ha fatto meno punti. E i granata sono al terzo allenatore in nove mesi, essendo passati da Walter Mazzarri, Moreno Longo e, per finire, a Marco Giampaolo. Ma non può essere colpa soltanto dell’allenatore, a maggior ragione ora che è cominciato un nuovo ciclo.

La rosa costruita per il 3-5-2 è praticamente la stessa che il tecnico di Bellinzona ha adattato al 4-3-1-2, con i rinforzi tanto invocati e promessi («Dovremo essere celeri per sostenere Giampaolo in tutto», aveva detto Cairo) che a una settimana dalla chiusura del mercato non sono arrivati. Per non parlare del terreno di gioco dell’Olimpico: Berenguer e Malinovskyi ne sanno qualcosa, avendo tirato in curva due calci piazzati. Un campo che non può ritenersi da A, un discorso che vale anche per la rosa costruita: la sfida di sabato col Genoa, triturato dal Napoli con un 6-0, ha già il sapore dello scontro salvezza.

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