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IL BILANCIO

Dai pozzi d’acqua all’asilo rifatto in Iraq: I progetti della Quaresima di Fraternità

Quarantatré i progetti internazionali realizzati grazie alla raccolta promossa dalla Diocesi

Nel 2021 sono stati finanziati 43 progetti di solidarietà internazionale grazie alla Quaresima di Fraternità, promossa dalla Diocesi di Torino «con lo scopo di sensibilizzare la comunità torinese e fare qualcosa di concreto contro la fame nel mondo cercando di intervenire sulle cause che la suscitano». La maggior parte dei progetti sono dedicati alle scuole, perché l’istruzione è la base per diventare indipendenti anche dal punto di vista economico: si va dalla costruzione di nuovi edifici al finanziamento di borse di studio e materiale scolastico, in Camerun, Gambia, Madagascar, Guinea Bissau e Burkina Faso, ed è stato anche ricostruito un asilo distrutto dai bombardamenti in Iraq. Ci sono progetti dedicati allo scavo di nuovi pozzi d’acqua e alla costruzione di un impianto fotovoltaico, non mancano le iniziative di micro-credito, come l’acquisto di una mucca da latte per 10 donne di famiglie di intoccabili in India, o di aratro, asino e bicicletta per l’autosostentamento di 55 coppie di catechisti in Burkina Faso. Alcuni progetti sono sviluppati a Torino: i laboratori di lingua delle Figlie di Maria Ausiliatrice, la promozione della salute di minori in età pediatrica con l’associazione Camminare, il sostegno ad attività per immigrati e la cura pastorale dei sacerdoti non italiani in servizio nella Diocesi di Torino.

I progetti per il 2022 vanno presentati all’Ufficio Missionario Diocesano entro il 15 novembre 2021. Come per l’anno precedente, i programmi sostenuti dalla Quaresima di Fraternità dovranno riguardare la formazione e l’educazione, operare sulle cause della povertà promuovendo sviluppo e, ancora meglio, favorire autosufficienza e indipendenza. I beneficiari privilegiati sono le comunità di persone che vivono in realtà isolate e poco aiutate, le fasce più deboli e vulnerabili della popolazione quali, per esempio, donne, bambini, malati di aids, disabili, profughi.

Interlocutori privilegiati saranno i missionari e le missionarie, i volontari e i gruppi di solidarietà che operano nei paesi d’intervento.

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