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Dai battelli al Maria Adelaide: quando i cartelli ingannano

A Torino molti segnali indicano posti chiusi o inesistenti. Ma nessuno li toglie

Quando i cartelli si sbagliano. O meglio, l’errore non è tanto del segnale, ma di chi non lo rimuove. A Torino, cartelli che danno indicazioni errate ai cittadini, ce ne sono parecchi. Luoghi ormai chiusi, oppure sedi di enti pubblici che prima c’erano e poi si sono spostati, o che nemmeno esistono più. In corso Vittorio, all’angolo con via San Massimo, c’è un segnale che indica la sezione della polizia municipale di via Giolitti 2/bis. Peccato che, a quell’indirizzo, i vigili non ci siano più da dieci anni. Nel 2011, infatti, il comando Centro-Crocetta ha traslocato e si è spostato al 42 di via Giolitti. Dunque pochi metri più in là, che non rappresentano un problema enorme, ma almeno il Comune poteva togliere il cartello. Sempre in centro, ma stavolta a Porta Nuova, ecco un altro inganno. Proprio di fronte alla stazione ferroviaria, campeggia l’indicazione “Navigazione turistica sul fiume Po- imbarco Murazzi”. Cioè i due battelli Valentino e Valentina, che purtroppo sono affondati durante l’alluvione del 2016. Una vicenda che è certamente nota ai torinesi, ma forse non ai turisti, specie agli stranieri. Anche in questo caso, nessuno si è prodigato di rimediare all’errore. Segnaletica sbagliata persino per gli ospedali. In corso Novara angolo via Varano, campeggia ancora l’indicazione per il Maria Adelaide. Ma il presidio è chiuso dal 2016, e nonostante le battaglie dei medici, dei comitati e di tantissimi cittadini, non ha più riaperto, nemmeno per l’emergenza Covid. Però il cartello c’è. E c’è ancora quello del parcheggio Gtt di corso Racconigi. Un’area di sosta che si trova al di sotto del mercato coperto. Tuttavia nessuno può parcheggiare lì, perché la struttura è chiusa da marzo 2018, pochi mesi dopo l’addio del mercato coperto. L’autorimessa, che era gestita da Gtt, è tornata in carico a Palazzo Civico, ma è attualmente inutilizzabile. E agli errori nella segnaletica non sfuggono nemmeno le anagrafi. Emblematico il caso di via Nizza. La sede anagrafica è chiusa a tempo indeterminato dal novembre 2017. A dispetto dei tanti sopralluoghi effettuati per ipotizzare una riapertura, ancora ad oggi parliamo di un ufficio fantasma. Ma nessuno ha mai tolto i cartelli, e lungo l’asse di via Nizza ce ne sono diversi. E come nei casi precedenti, non fanno altro che ingannare i cittadini.

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