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Foto di guerriglia e delle lettere sospette in cella

Da spacciatore di droga a “sostenitore” dell’Isis. Detenuto in isolamento

Era finito nei guai per un traffico da Torino. Non può ricevere né inviare posta all’esterno

Ritagli di giornale sugli attentati dell’Isis, pagine di riviste che inneggiano alle stragi, immagini di guerriglia. Il materiale è stato trovato nella cella in cui è rinchiuso Kalid I. E nei confronti dello straniero è scattata la misura della “censura”: non può spedire, nè ricevere lettere, vietato qualsiasi tipo di contatto con l’esterno. Una forma di isolamento motivata con il sospetto che nelle carte sequestrate (alcune sono scritte a mano in lingua araba e dovranno essere tradotte) possa celarsi la vicinanza del detenuto ad ambienti estremisti del fondamentalismo islamico.

Nato in Tunisia 42 anni fa, in Italia ha conquistato le pagine delle cronache locali come pusher. Arrestato diverse volte per spaccio in Emilia Romagna, in un caso perché ritenuto coinvolto in un traffico di stupefacenti che avrebbe dovuto raggiungere Bologna, Modena e Reggio partendo da Torino. Sarebbe passato anche qui, sotto la Mole, dove altri giovani tunisini entrati in Italia con un permesso di studio sono diventati protagonisti sulle piazze in cui si vendono hashish ed eroina prima di scegliere la via della jihad. Qualcuno è partito per la Siria, altri sono stati espulsi perché ritenuti pericolosi per la sicurezza dello Stato.

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