Cronaca
Uno dei luoghi di più forte richiamo turistico, scientifico ma anche religioso, della Campania

Da San Gennaro ai Pink Floyd, storia e fascino dei “Campi Ardenti” VIDEO E FOTO

Nella Solfatara di Pozzuoli (dove nel IV secolo fu decapitato San Gennaro) hanno girato Totò, Turturro e Rossellini. Nel 1971 Roger Waters e compagni immortalarono alcune scene del celebre “Live at Pompeii”

La Solfatara di Pozzuoli, cuore dei Campi Flegrei (dal greco “flègo”, “brucio”, “ardente”), dove oggi si è verificato il terribile incidente costato la vita di tre persone, rappresenta uno dei luoghi di più forte richiamo turistico, scientifico ma anche religioso, della Campania. Secondo la tradizione, infatti, fu in quell’area vulcanica che nel IV secolo d.C. fu decapitato il vescovo di Benevento Januario, poi eletto, nei secoli a venire, patrono di Napoli. A pochi centinaia di metri dalla Solfatara svetta ancora la basilica dedicata al Santo di Partenope, dove è custodita una pietra macchiata – quella su cui, secondo la tradizione, fu giustiziato il vescovo – che il 19 settembre, festa del patrono, acquisterebbe un colore rosso vivo. Appunto, quello del sangue versato dal martire.

DA LUOGO TERMALE A PERLA DEL TURISMO CAMPANO
Fino all’inizio del secolo scorso l’area della Solfatara era aperta ad attività termali e curative, per le proprietà tipiche delle acque e dei fanghi di origine vulcanica. Nel 1900 iniziarono le prime visite guidate all’interno del cratere, mentre l’attività termale, nonostante fosse pubblicizzata da fogli e stampe illustrative, iniziò un lento declino, tanto che intorno agli anni Venti fu abbandonata. Anche l’estrazione di minerali cessò definitivamente negli anni Cinquanta. Negli ultimi tempi l’attività turistica si è arricchita di un altro elemento di forte richiamo, con una suggestiva illuminazione che ha permesso visite serali nel periodo estivo. La prossima di queste escursioni era in programma per il 16 settembre.

NEL 1950 VI FU GIRATO IL FILM DI TOTO’
Non solo turismo. La Solfatara di Pozzuoli, nel corso degli anni, ha fatto da sfondo anche numerosi film e documentari, alcuni dei quali diventati molto famosi. E’ il caso, ad esempio, del celebre film di Totò, “47 morto che parla“, diretto da Carlo Ludovico Bragagna, girato nel 1950 proprio tra i vapori del cratere flegreo.

ANCHE JOHN TURTURRO E FIORELLO ALLA SOLFATARA
Il “principe della risata” impersonava l’avaro barone Antonio Peletti che non voleva rivelare dove era nascosta l’ingente somma di denaro ereditata dal padre e che avrebbe dovuto essere destinata alla costruzione di una nuova scuola. Gli abitanti del luogo organizzarono così una messinscena “dantesca” facendo credere al barone di essere morto. Ma anche Fiorello ha girato nella Solfatara. Lo showman siciliano compare, infatti, nel documentario “Passione” di John Turturro, del 2010. Per la precisione in “Caravan Petrol” famoso brano del 1958, composto da Renato Carosone. E’ l’unico video del film girato fuori Napoli ed inizia con un assolo di piano di Carosone. Nel filmato, oltre a Fiorello, compaiono anche Max Casella e lo stesso John Turturro che recitano nelle parti di scavatori in cerca di petrolio. Verso la fine del filmato c’è anche Enzo Avitabile.

I PINK FLOYD TRA I VAPORI DELLA SOLFATARA
Anche Ingrid Bergman ha girato alla Solfatara di Pozzuoli alcune scene del film di Roberto Rossellini “Viaggio in Italia“. Nella “caldara” dei Campi Flegrei, infine, hanno girato i Pink Floyd. E’ accaduto nel 1971 quando Roger Waters e compagni girarono  tra la Fangaia e le fumarole della Bocca Grande alcune scene poi inserite nel famosissimo docufilm “Live at Pompeii“.

 

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