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La gita fuori porta

Da Pino fino a Superga a spasso tra i boschi per conoscere gli alberi

Un giorno sulla collina torinese

Si parte dalla strada Panoramica di Pino e si arriva alla Basilica di Superga: neanche due ore di cammino in mezzo alla natura della collina, in quella che è stata ribattezzata Corona verde di Torino.

Dal capoluogo bastano pochi minuti di auto: basta salire da corso Casale e via Chieri per raggiungere Pino e la sua strada Panoramica, appena riqualificata grazie a investimenti di Regione e Comune.

Lì si entra nel Parco della Collina di Superga, nato decenni fa per collegare i colli di Revigliasco e della Maddalena con la basilica: così, negli ultimi anni, sono stati piazzati panche e tavoli in plastica riciclata, strutture per l’attività sportiva, bacheche, punti ristoro e altri arredi in acciaio corten. Inoltre sono arrivati i camminamenti in terra battuta e autobloccanti dove prima mancavano o erano in asfalto.

Ma le vere passeggiate vanno fatte fuori dalla strada principale: un percorso consigliato è il “Sentiero degli alberi”, che ha due imbocchi e arriva fino a Superga dopo una camminata di 3 chilometri e mezzo. Il primo, più in basso, si trova all’altezza del campo avventura “Le Tre Querce” (dove c’è un parcheggio pubblico per lasciare l’auto). L’altro, più in alto, è a un paio di chilometri in direzione Superga. La differenza sta nella difficoltà: partendo da sotto, si deve percorrere una salita ripida e sconnessa. Quindi è sconsigliata a chi vuole fare il sentieri in bici: è meglio che i ciclisti partano dal secondo accesso. A parte questo, il giro completo è semplice, adatto a tutti e si completa nell’arco di un’ora e mezza. Lungo il percorso ci sono i segnali da seguire e sono stati posizionati anche cartelli numerati con l’indicazione dei diversi alberi, anche se col tempo alcuni non ci sono più (o sono stati spostati). Ma resta la bellezza di camminare avvolti nei rumori e nei profumi della natura che in questo tratto di collina appare ancora selvaggia tra querce, castagni e rovi selvatici ricchi di more. Il clima più umido e il terreno fresco favoriscono anche la crescita di piante come il pioppo bianco, il salicone e la leggendaria farnia o “Quercus robur”, pianta sacra agli antichi Celti. Al termine del sentiero si incontrano il faggio della grigia corteccia e le conifere.

Un altro aspetto interessante è il gioco di luci e ombre creato dai raggi del sole che riescono a penetrare tra i rami degli alberi, veri tagli di luce che dipingono cromie di grande vividezza. Con un vantaggio ulteriore: all’inizio del percorso, camminando sul costone, si arriva in un punto dov’è possibile godere di una suggestiva veduta della Basilica di Superga. Che è anche il traguardo finale quando si cammina all’interno del Parco: così, dopo aver scoperto la natura incontaminata, si può apprezzare l’architettura della chiesa e la vista sulla città dall’alto della collina che la domina.

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