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Cultura
L’ALBUM

Da Maradona al Baggio “sbagliato”: le “figu” rare adesso vanno all’asta

Tra i duecento lotti proposti da Bolaffi nell’incanto del 12 maggio anche Senna su Toleman, Carnera e Meroni

Un Platini del 1986 vale 80 euro (e d’altra parte, per Agnelli era un tozzo di pane su cui si mise del caviale…) ma un Maradona del 1978 ne vale 500. Spiccioli, se per un Roberto Baggio esordiente ne servono almeno mille.

Non è un calciomercato impazzito, né un qualche fantacalcio vintage: sono le cifre delle basi d’asta per le figurine dei campioni. Figurine rare, ambite dai collezionisti. Per intenderci, il Maradona in questione è un ragazzetto magro e capellone che indossa la maglia rossa dell’Argentino Juniors, mentre Roberto Baggio è un “rookie” (un esordiente) al suo primo anno alla Fiorentina, talmente sconosciuto da essere invertito con un compagno di squadra: sì, perché accadde che la Edis (che realizzava le figurine per gli album della Panini) invertì Roberto Baggio con Paolo Monelli nella “doppia” (all’epoca, le riserve erano riserve e quindi le foto dei panchinari e dei giovani erano in coabitazine) che ora è una specie di Gronchi rosa degli appassionati e dei nostalgici del «celo, manca». Altro che Pizzaballa, l’acrobatico portiere dell’Atalanta che leggenda vuole essere sempre introvabile. I collezionisti e i tifosi (almeno quelli interisti) anni ‘80, però, avevano da sacramentare con un altro portiere, il baffuto Astutillo Malgioglio, che nelle bustine non saltava mai fuori.

Aneddoti, curiosità, ma anche business. Sì perché queste figurine possono essere un buon affare: il prossimo 12 maggio, in modalità internet live, è in programma la prima asta monografica italiana di figurine da Bolaffi, con oltre duecento lotti in catalogo. E allora è possibile vedere Dino Zoff con la maglia (ricolorata) del Mantova, Gigi Meroni con quella del Genova, ma anche Ayrton Senna al volante della Toleman (base d’asta, 1500 euro), oppure la card celebrativa di Primo Carnera o dell’introvabile Sonny Liston.

«Quello delle card – spiega Filippo Bolaffi, amministratore delegato di Aste Bolaffi – è diventato vero e proprio fenomeno di investimento che muove ogni anno decine di milioni di dollari. Questi oggetti, già di culto nella cultura americana, si sono rivelati veri e propri asset grazie al “grading”, ossia la certificazione di autenticità e di qualità emessa da un ente indipendente. Forte dell’esperienza nel “grading” legato alla numismatica, Aste Bolaffi diventa pioniera nel settore delle figurine in Italia, attraverso l’adozione di questa best practice per attrarre acquirenti da tutto il mondo a prescindere dal soggetto. Nel nostro caso, ci concentreremo sul soggetto che caratterizza il Dna del nostro paese: le mitiche figurine dei calciatori».

E non solo, come abbiamo già visto. C’è il basket, c’è l’automobilismo, c’è il pugilato. Tutti i lotti sono visibili già da adesso sul sito www.astebolaffi.it e previa registrazione è possibile fare la propria offerta. Per il resto, questa è un’asta vera e propria, quindi non è escluso che gli introvabili possano arrivare a cifre notevoli. Tutto per la passione, e magari anche per completare un album con ancora spazi vuoti dal 1985.

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