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Spettacolo
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DA GIOVEDÌ IN SALA. “Tigers”, il calcio e il suo lato oscuro

A una settimana dagli Europei ecco il film di Ronnie Sandahl girato a Torino: la storia drammatica di un ex campione che ha poi lasciato la carriera

Dimenticatevi le belle immagini della Nazionale azzurra abbracciata e sorridente, unita non solo nella vittoria agli Europei ma anche durante tutto il percorso, nei momenti più belli e in quelli più difficili, con il sorriso sulle labbra e la voglia irrefrenabile di aiutarsi l’un l’altro. “Tigers”, girato nell’autunno 2019 in Piemonte e in uscita nei cinema italiani da giovedì 22 luglio (sarà all’Ambrosio; verrà presentato da Film Commission), racconta un’altra faccia di quel mondo: la dura lotta quotidiana, tutti contro tutti, tra gli atleti più giovani per farsi notare dai grandi club, per avere una chance nel “calcio che conta”, anche calpestando i compagni o cercando di metterli in difficoltà. Tutto parte da una storia vera, quella del calciatore Martin Bengtsson, giovane promessa svedese acquistata dalla squadra Primavera dell’Inter quando aveva solo 16 anni: dopo nove difficili mesi a Milano decise di tornare in Svezia e abbandonare lo sport. Nel 2007 ha scritto un’autobiografia, “In The Shadow of San Siro”, uno dei primi reportage dall’interno del mondo del calcio in cui ha affrontato con coraggio e sincerità il tema della depressione. «Volevo fare un film sulle tigri del mondo del calcio», spiega il regista Ronnie Sandahl, già autore del film sul tennis “Borg McEnroe”. «Uomini giovani e ammirati, rinchiusi in gabbie dorate, addomesticati fino a diventare marchi al servizio dell’industria calcistica globale: comprati e posseduti, spinti al limite, addestrati per esibirsi o morire. Martin Bengtsson era uno di loro». Le riprese del film si sono svolte per otto settimane a Torino e Pinerolo, il cui stadio Luigi Barbieri nella finzione cinematografica è diventato il campo d’allenamento dell’Inter. «Martin era uno dei talenti calcistici svedesi più promettenti di tutti i tempi, venduto all’Inter. Il suo futuro era luminoso. Allora come, e perché, tutto è crollato?». Sono serviti 13 anni per completare il film che Sandahl aveva promesso al calciatore. Spiega lo stesso Bengtsson: «È la storia di come il sogno di una vita si è trasformato in un incubo e delle circostanze esterne e interne che mi hanno portato alla depressione e al crollo mentale». Dopo il suo caso, molte società hanno iniziato a prestare più attenzione all’aspetto mentale.

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