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LE REAZIONI

Da Giletti a Cobolli a Luciano Moggi: «Inevitabile, non c’era altra strada»

Anche tra politici, ex dirigenti e tifosi Vip tengono banco le vicende della Juve: «Serve cautela»

Una società, una tifoseria, una città. Ieri mattina anche il primo cittadino di Torino, Stefano Lo Russo ha detto la sua sul tema di giornata, ovvero la crisi che sta coinvolgendo in queste ore il club bianconero. «Ovviamente – ha detto il sindaco – da cittadino mi auguro che possa essere trovata quanto prima una soluzione a questa crisi societaria. La Juventus, come il Torino, sono due realtà sportive essenziali nella nostra città».

Uno, invece, che certe dinamiche le ha vissute in prima persona, è Luciano Moggi, che sulla vicenda: «Sono sorpreso, non me lo aspettavo – ha detto l’ex dg del club -. Di primo acchito posso solo dire che il numero 12 porta male alla Juventus. Andrea Agnelli è uscito di scena dopo 12 anni, così come era successo a noi della Triade nel 2006». «Scanavino e Ferrero? Li conosco entrambi – ha continuato -. Sarà importante solo che la proprietà sia loro vicina, soprattutto nella fase iniziale».

Il telegiornalista Massimo Giletti, tifosissimo della Juventus parla di «strada inevitabile», quella del cambio totale della dirigenza: «Era inevitabile – ha commentato -, non c’era altra strada». I tifosi invocano Del Piero e Lapo: «Ma non dobbiamo farci prendere dall’emotività del momento – ha continuato -. Mai come oggi bisogna essere cauti. Mai come oggi però non si possono dimenticare i successi di Andrea Agnelli. Lui ci ha riportato in alto ripartendo da zero, lui ci ha riportato a vincere tutto quello che abbiamo vinto. Ha sfiorato anche la Champions, quella coppa che ci ha fregati, con l’ambizione di avere Cristiano Ronaldo. Con l’arrivo del Covid, però sono saltati i bilanci. Ed eccoci in questa situazione. Poi abbiamo perso la diritta via con l’addio di Marotta. Le strade giuste erano altre. L’ansia di stare a certi livelli purtroppo ha prevalso. Bisognava stare attenti ai bilanci e investire nei giovani. Elkann, che è chiamato a investire di nuovo, ora vuole i suoi uomini, perché adesso deve salvare la barca. Elkann ha fatto capire che non si poteva andare avanti con questa strategia, con una strategia di scontro con magistratura e Consob». Una battuta sulla vicenda l’ha data anche l’ex procuratore Guariniello«Per il primo processo Juve – ha raccontato – avevo seguito la vicenda con molto interesse, visto che riguardava la salute. Come tifoso, l’avevo fatto con una certa sofferenza. E questo non è cambiato».

Infine l’ex presidente post-Calciopoli Cobolli Gigli: «La mia preoccupazione – ha detto – è rivolta alla squadra. Spero che il tumulto non si riverberi in modo negativo anche sull’allenatore, che però ha dalla sua grande esperienza».

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