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Cronaca
IL FATTO. I roghi in centro città, a Mirafiori e al Lingotto

Dà fuoco a trenta auto e poi filma le fiamme: piromane arrestato dalla polizia [FOTO E VIDEO]

L’incendiario è un giovane nigeriano con problemi psichici

L’hanno preso alla stazione del Lingotto mentre compiva l’ultimo dei suoi folli atti, incendiando l’ennesima vettura per poi filmare il tutto col suo telefono. E’ un trentenne, di nazionalità nigeriana e con problemi psichici, il piromane che nella giornata di ieri ha messo a ferro e fuoco Torino – in senso letterale – dal centro fino alla periferia, prima di essere arrestato dalla polizia. Almeno trenta le macchine bruciate, dall’alba al primo pomeriggio. Al momento, la certezza è che l’incendiario di origine africana abbia colpito in centro città e alla stazione Lingotto, mentre è ancora da accertare la sua paternità sul rogo di Mirafiori, dove decisive saranno le immagini delle telecamere presenti nel parcheggio del piazzale.

Poco prima delle sei del mattino, in via Bertola, il primo atto: quattro vetture e una moto dati alle fiamme. L’uomo, vestito di nero e con un cappellino da pescatore calato sul volto, ha ridotto in cenere due Fiat Panda e una Yamaha parcheggiate davanti alla tabaccheria Ermes al civico 29, e poco dopo una Peugeot 206 e una Fiat Punto poco più avanti dopo via Stampatori. Come si vede dalle immagini delle telecamere della tabaccheria, il nigeriano si è inginocchiato cospargendo gli pneumatici delle auto e della moto di diavolina e ha poi acceso il fuoco con l’accendino. Non contento, intorno alle 6.15 si è diretto in via Mercantini dove ha incendiato un suv Maserati da 100mila euro e una Fiat 500, per poi concludere con il rogo di una Ford Focus e una Jeep Free Lander, parcheggiate in via Manzoni 16, davanti alle vetrine dello showroom idrocentro Alge Collection. Il calore spigionato dagli incendi ha anche crepato le vetrine dei negozi. Carbonizzate, oltre alle otto macchine e la moto, anche l’insegna e il distributore della tabaccheria. La violenza delle fiamme e le esplosioni dei motori hanno addirittura sbreccato il cordolo in pietra del marciapiede di via Bertola. Subito intervenuti i pompieri, che hanno domato l’incendio ignari che, di lì a poco, avrebbero dovuto lavorare di nuovo.

Sì perché a mezzogiorno, ecco il secondo atto. Diciotto vetture posteggiate in piazzale Caio Mario, hanno preso fuoco una dopo l’altra. Renault, Fiat, Lancia, Hyundai, più altre ormai irriconoscibili. A dare l’allarme il guardiano di Stellantis, che ha visto il fumo e ha chiamato i pompieri. Sul posto sono sopraggiunte due squadre, ma per spegnere l’incendio ci sono voluti 45 minuti perché durante le operazioni un serbatoio di benzina è collassato. «Le auto erano troppo vicine, l’effetto domino è stato inevitabile, aiutato anche dal vento e dal calore», spiegavano ieri i vigili del fuoco. Tutte e diciotto le vetture finite arrosto appartenevano a dipendenti di Stellantis. Nel piazzale, prima d’ora nessuna auto era mai stata incendiata. «Ma ultimamente erano aumentati i furti», racconta un dipendente della fabbrica.

Alle 15, il terzo ed ultimo atto della folle giornata del piromane, che ha incendiato e poi filmato una macchina che bruciava alla stazione Lingotto. A identificarlo sono stati i pompieri che erano stati chiamati per spegnere l’ennesimo incendio, i quali hanno riconosciuto nel soggetto la stessa persona filmata dalla tabaccheria di via Bertola. I vigili del fuoco hanno quindi subito avvertito i poliziotti, che erano sulle sue tracce dalle prime ore dell’alba e l’hanno fermato.

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