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JUVE, GIRO DI VITE

Da Campos a Petrachi: la nuova dirigenza sceglie l’uomo mercato

Ecco cosa succederà dopo l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione

«Dopo il 18 gennaio danno un giro alla coperta». Questo si sussurra, neanche troppo velatamente, negli ambienti calcistici su quello che succederà in casa Juventus dopo l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, in particolar modo del nuovo presidente bianconero, Gianluca Ferrero e soprattutto di Maurizio Scanavino destinato al ruolo non solo di direttore generale ma anche di amministratore delegato. È evidente nei numeri che il nuovo consiglio di amministrazione sarà decisamente più snello. Cinque e non più dieci i membri indicati dall’azionista di riferimento, Exor. Un board decisamente snello per permettere alla Juventus di difendersi nel migliore dei modi nelle diverse sedi in cui sarà chiamata a difendersi, dalla Procura Federale alla Procura di Torino.

Dare un giro alla coperta però significa anche cambiare il management per quel che riguarda l’area sportiva. Quasi sicuramente, infatti, Federico Cherubini, attuale direttore dell’area tecnica bianconera, saluterà a fine stagione. Un addio che rappresenterebbe l’ennesimo segnale di discontinuità che la proprietà ha deciso di imprimere in un determinato ambito, soprattutto in sede di calciomercato, visto che proprio da quegli ambienti e da determinati atteggiamenti sono scaturiti i problemi poi evidenziati nell’inchiesta giudiziaria denominata “Prisma”. Meglio rompere con il passato. Meglio cambiare. Anche filosofia.

Meglio, a tal proposito, scegliere un profilo capace di scovare calciatori tipo Bremer – comprato dal Torino di Cairo a 6 milioni di euro, venduto proprio alla Juventus a 50 milioni solo qualche anno dopo – ancora non esplosi. E proprio in tal senso si legge l’interesse degli ambienti bianconeri proprio per colui che scoprì l’ex centrale granata in Brasile qualche anno fa: stiamo parlando dell’ex direttore sportivo di Torino e Roma Gianluca Petrachi. Il dirigente salentino, ai tempi in cui lavorava sull’altra sponda del Po, era soprannominato “Mister Plusvalenza” per aver fatto incassare oltre 100 milioni di euro al Torino del presidente Cairo.

Presi da sconosciuti e rivenduti a peso d’oro. Un po’ la stessa filosofia di calcio che ormai da qualche anno sta portando avanti il super Napoli di Giuntoli. E proprio quello del dirigente partenopeo è un altro dei nomi che piace in casa Juve, proprio per il modo di operare. Un altro nome è quello di Luis Campos, amico di Allegri (i due sono stati avvistati la scorsa estate assieme a Montecarlo), che potrebbe lasciare il Psg. Ma la concorrenza non manca sicuramente. Resistono infatti anche di Tare, Berta e Massara, che rappresentano opzioni sicuramente importanti, senza poi dimenticare la possibilità di una promozione interna di Manna.

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