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I RAGAZZI DEL 2006

Da Berlino a Wembley, quindici anni dopo: «Adesso tocca a voi»

Oltre mille chilometri separano Londra e Berlino, Wembley e l’Olympiastadion, ma un lungo filo azzurro è pronto ad unire i due punti. Quindici anni fa l’impresa di salire sul tetto del Mondo con la coppa conquistata in Germania, domani l’ultimo passo verso il dominio su tutta Europa: l’Italia si stringe tra dolci ricordi e il sogno di un’altra notte magica. E anche sui social i grandi protagonisti del 2006 provano a caricare gli azzurri di oggi, con l’obiettivo di tornare grandi dopo l’enorme delusione del 2017 con la mancata qualificazione all’ultima edizione del Mondiale. «15 anni fa sul tetto del Mondo a Berlino, ora un grande in bocca al lupo agli azzurri per conquistare Wembley» il messaggio di Alessandro Del Piero, che durante quella kermesse fu protagonista con la rete del 2-0 in semifinale contro i padroni di casa della Germania e con il quarto penalty realizzato nella serie di rigori in finale contro la Francia. Pinturicchio, poi, prende in prestito una massima di Nelson Mandela: «Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso» scrive sui social postando alcuni scatti della notte del 9 luglio di 15 anni fa. Dall’ex capitano bianconero a Gigi Buffon, a Vincenzo Iaquinta, Alberto Gilardino e Luca Toni, sono tanti gli eroi del 2006 che ripercorrono le emozioni di quella cavalcata. «Sembra ieri, ma sono passati 15 anni» scrive Simone Perrotta; «Buon 9 luglio» il commento di Marco Amelia. E anche Fabio Cannavaro cerca le analogie con la finalissima che domani attende i ragazzi del commissario tecnico Roberto Mancini«Buon 9 luglio, che possa essere di buon auspicio per i nostri azzurri» ricorda il capitano dell’ultima Italia capace di riempire la bacheca con una coppa. Di quella squadra faceva parte anche Daniele De Rossi, il quale sui social ha ripreso le immagini che lo ritraggono con la Coppa del Mondo. L’ex centrocampista, oggi, è uno dei collaboratori di Mancini, quindi avrà ben altri pensieri e altri obiettivi per la testa. Si vuole a tutti i costi vivere un’ultima notte magica, trasformando in realtà quello che fino a poche settimane fa sembrava un sogno irrealizzabile. E cancellando il tabù di un Europeo che, in casa azzurra, continua a mancare dal 1968.

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