Attilio barbiere
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CORSO SIRACUSA

Da 60 anni taglia barba e capelli: «Santa Rita è la mia unica casa»

Attilio è diventato parrucchiere per vocazione: “Amo i miei clienti”

Dai ragazzi di un tempo, che chiedevano tagli in stile Beatles, ai giovani d’oggi, che vogliono i capelli come Dybala o Belotti. Si fa fatica a contare le chiome che il 71enne Attilio Marchelle ha perfezionato o le barbe che ha rasato nei suoi 60 anni di onorata carriera, protrattasi dalla provincia di Rovigo fin sotto la Mole.

Barbiere per vocazione prima ancora che per professione, la sua attività l’ha iniziata a Crociara, frazione di Ariano nel Polesine, ancor prima di diventare adolescente, a dieci anni. «Ho chiesto al barbiere del paese se mi prendeva come garzone e ci ho messo poco a capire che il mio futuro mestiere sarebbe stato questo».

Trasferitosi nel ‘66 a Torino, è andato a lavorare in corso Siracusa, rilevando poi l’attività dal vecchio titolare e trasformandola in un marchio, quello di “Attilio Parrucchieri” che oggi conta altri tre locali oltre all’antica barberia al civico 66: il parrucchiere per donne, dove il figlio 32enne Lorenzo prosegue la tradizione di famiglia, il centro di estetica e benessere e infine l’accademia, dove si fanno corsi professionali per formare i barbieri di domani.

Lui e altri due soci, più altri 33 ragazzi che vedono in lui un maestro e mai un padrone. «Siamo una grande famiglia», rivela il coiffeur. Che dal suo amato quartiere non se ne andrebbe per nessuna ragione al mondo.

«Spostarmi? Non ci ho mai pensato. Quando sono arrivato, il corso era ancora tutto da asfaltare, ci passavano le mucche. Ma nonostante il trascorrere del tempo e i cambiamenti che si sono succeduti, la zona ha conservato il suo spirito originario e io per questo la amo».

E il lavoro, invece, com’è cambiato? «Una volta le persone arrivavano ogni 2 mesi, oggi non fanno passare 20 giorni tra un taglio e l’altro. E bisogna aggiornarsi molto più di prima». Ma Attilio, che ancora adesso fa sedere i clienti su una sedia della sua stessa età, non ha mai avuto paura. E sa che non è ancora arrivato il momento di posare pettine e forbici. Anche perché per farsi tagliare i capelli da lui c’è la coda fuori, in senso letterale. «Finché c’è la salute, vado avanti. E sapere che i ragazzi che lavorano da me riescono poi a fare fortuna altrove, persino all’estero, mi rende orgoglioso».

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