Germana Durando
Cronaca
IL CASO

Curava il cancro con le erbe: medico in cella per omicidio

Germana Durando diceva alla paziente: «Per guarire fai pace con il tuo ex»

Condanna definitiva e conseguente arresto per Germana Durando, la dottoressa 66enne torinese, con studio in via Casteggio, accusata di avere curato pazienti ammalati di tumore col cosiddetto metodo Hamer, ossia con pratiche omeopatiche, provocandone la morte. Dopo un lungo processo iniziato nel 2017 e in cui la pm Rossella Salvati, titolare delle indagini, aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione, dopo due gradi di giudizio la sentenza della Corte di Cassazione che risale allo scorso luglio, è diventata definitiva, accogliendo quasi completamente la linea dell’accusa. Durando dovrà scontare tre anni, otto mesi e 26 giorni di reclusione.

Lo scorso 21 ottobre, a seguito della emissione del provvedimento restrittivo da parte della procura Generale di Torino, gli agenti del commissariato Barriera di Nizza l’hanno rintracciata, arrestata e portata in carcere. La donna è ritenuta responsabile del reato di omicidio colposo, aggravato «dall’omissione dell’obbligo giuridico di impedire l’evento e dalla previsione dell’evento stesso». Durante le fasi finali del procedimento giudiziario è stata assistita dall’avvocato Salvo Lo Greco, che ha chiesto che il carcere fosse sostituito con l’affidamento in prova in quanto Germana Durando ha risarcito le persone offese. Inoltre, la donna è stata radiata dall’ordine dei medici.

Secondo i giudici, la ex dottoressa Durando aveva esercitato «un’azione di convincimento verso la vittima», deceduta a causa di un neo di natura maligna curato malamente. Tale azione è emersa anche dalla lettura di alcune email. «Ciao Germana – scriveva la paziente – ti mando un aggiornamento: il neo non migliora. È ancora più gonfio, sanguina e ha un cattivo odore, mi fa male ed è sempre più brutto». E l’omeopata, invece di consigliarle qualche trattamento riconosciuto dalla medicina tradizionale, analisi o visite specialistiche, rispondeva così: «Cosa stai prendendo come rimedio omeopatico? Ci vediamo presto, intanto tu lavora sul perdono e cerca di incontrare il tuo ex». Erano state la procura di Torino e la parte civile (i familiari erano patrocinati dagli avvocati Marino Careglio e Silvia Ingegneri) a fare ricorso contro la sentenza di primo grado, con il pg Rossella Salvati, che aveva chiesto una condanna a 4 anni di reclusione. Le parti civili consideravano anche troppo modesta, rispetto «all’enorme gravità della condotta dell’imputata», la provvisionale, che era stata fissata in 20mila euro. Intanto, nell’aprile scorso, è stata condannata a tre anni di carcere e ad altrettanti di interdizione dalla professione medica, Maria Gloria Alcover Lillo, giudicata separatamente dalla Durando, per la medesima vicenda e che sarebbe stata la “mentore” della dottoressa torinese.

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