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Salute
Il presidio di Cgil e Uil fuori dalle Molinette

«Curarsi ora è un lusso. I sanitari scarseggiano e gli ospedali crollano» [VIDEO]

Servirebbero almeno 100 persone da assumere solo per coprire il turn over in atto nella Città della Salute

La cura che diventa lusso. È questa la strada intrapresa dalla sanità piemontese, secondo la denuncia dei sindacati Cgil e Uil che, nella giornata di ieri, hanno incrociato le braccia per segnalare le gravi mancanze del sistema di assistenza sanitario pubblico. «Le risorse che il governo intende investire sulla sanità sono assolutamente insufficienti» commenta Francesco Cartellà, responsabile aziendale per la Cgil, ieri al presidio organizzato di fronte alle Molinette. «I fondi previsti non bastano nemmeno per tenere aperta una struttura vecchia come la nostra» prosegue. «Mancano le risorse per assumere personale. Il nuovo contratto prevede il servizio di pronta disponibilità oltre l’orario di lavoro per un massimo di sette turni mensili di reperibilità. Da noi, in cardio chirurgia ad esempio, se ne fanno 15-20 in media al mese». Secondo i sindacati servirebbero «almeno 100 le persone da assumere solo per coprire il turn over negli ospedali di Città della Salute. C’è poi un problema evidente di fatiscenza delle strutture. «Abbiamo proprio bisogno di investimenti dal punto di vista fisico dell’ospedale» sottolinea Roberto De Sio, dal primo gennaio segretario aziendale per la Cgil. «Qui infermieri e Oss fanno turni massacranti e ben oltre i limiti contrattuali» aggiunge. Poco distante, sventola la bandiera della Uil, Annunziata Antonini, infermiera al Cto. «Coliamo a picco» spiega netta. «C’è carenza di personale e di dispositivi medici. I reparti sono al minimo sindacale. Facciamo di tutto per ridurre i disagi per i pazienti, ma siamo allo stremo». I problemi sono gli stessi dalle Molinette al Cto, al Regina Margherita. «Registriamo situazioni analoghe in tutti i presidi di Città della Salute» fa sapere Michele Cutrè, coordinatore della Uil. «Servono strumenti legislativi nuovi per superare i tetti di spesa e rimpinguare il personale in tutti i reparti» aggiunge. «Sta diventando un lusso potersi curare» conclude. All’origine di tutti i mali della sanità pubblica c’è «la mancanza di risorse» sottolinea il segretario della Uil Gianni Cortese. «Le liste d’attesa saranno ulteriormente dilatate e chi ha la possibilità di rivolgersi al privato per ottenere delle prestazioni, lo farà. Chi non può, aspetta. Con gravi danni per la salute». Al presidio anche la segretaria cittadina della Cgil, Enrica Valfrè. «Abbiamo scelto tutti luoghi simbolo per i presidi. Per la sanità pubblica non c’è stato alcun investimento vero. Nessun potenziamento nè a livello ospedaliero, nè sul fronte dell’assistenza territoriale» conclude.

L’INTERVISTA A GIANNI CORTESE (UIL)

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