orlando merenda 18
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Cuori di cristallo

16 anni fa ho perso una figlia, lo sapete. Figuratevi quindi se non ho sviluppato una sensibilità esasperata verso le morti dei giovani, specie se suicidi. Ho pianto per quel ragazzo di 18 anni che si è buttato sotto il treno al Lingotto, ma ho trovato fastidiosa l’insistenza con cui i media di regime si sono precipitati ad attribuire il suo gesto alle presunte bullizzazioni subite perché era gay. Non c’è un testimone, una prova, un suo biglietto d’addio che lo dica. Eppure anche nei titoli è il “diciottenne suicida perché bullizzato come gay”. E’ solo fieno bugiardo che i radical cercano di portare alla cascina della legge Zan: “vedete che è necessaria – sottintendono – vedete cosa succede a lasciare che i Lgbt vengano perseguitati”. Invece i Lgbt in Italia non sono perseguitati, salvo casi isolati e rari. Si fanno tranquillamente i loro gay pride sfilando seminudi tra piume e paillettes di fronte ai bambini, e nessuno li tocca. Strabordano in tutte le Tv, cominciando da Platinette e Luxuria e proseguendo con Signorini, Costantino, Malgioglio, Cecchi Paone, eccetera, e nessuno protesta. Allora andiamoci piano prima di etichettare i suicidi. Il suicidio è un atto estremo, quasi sacro, che in alcune nazioni come il Giappone è addirittura rituale. In assenza di messaggi che lo spieghino va rispettato senza ‘interpretazioni’ politiche o sindacali. Come quell’operaio di Ancona “suicida perché licenziato” e poi era stato mollato dall’amante. Non c’è nulla che possa giustificare un suicidio, quindi tutto può giustificarlo. Tacete, sciacalli arcobaleno. Non nutrite il vostro vittimismo petulante col sangue di un povero ragazzo dal cuore di cristallo.

collino@cronacaqui.it

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